Gli astronauti che vivono nelle grotte della Sardegna per prepararsi allo spazio

Gli astronauti che vivono nelle grotte della Sardegna per prepararsi allo spazio

Dal sogno infantile di diventare un’astronauta alla sua effettiva realizzazione, ci sono diversi aspetti da considerare. Per quanto avere la possibilità di guardare la terra dall’alto non ha un corrispettivo paragonabile a qualsiasi panorama terrestre, avevamo già visto che la preparazione tra le due fasi è molto delicata e da prendere seriamente.

Per poter prendere parte a una missione spaziale, bisogna essere consapevoli che si sarà soggetti all’isolamento dal mondo esterno, alla mancanza di privacy e comfort. Proprio per questo uno step fondamentale, prima di ogni partenza, è mettere alla prova, ancora una volta, le proprie capacità fisiche e mentali.

Dall’Ente spaziale europeo (ESA), consci di tutti questi aspetti, hanno quindi mandato per un addestramento intensivo sei dei loro astronauti per una settimana–dall’1 al 7 luglio–all’interno delle grotte della valle di Lanaitho tra Oliena e Dorgali in Sardegna. Nonostante questa scelta possa sembrare bizzarra, in realtà è molto ragionata: la spedizione tra difficoltà, punti ciechi e ostacoli è stata un modo per temprare il team.

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A prendere parte all’eddastramento sono stati i due americani della Nasa Jessica Meir e Richard Arnold, il russo del Roscosmos  Sergei Korsakov, il giapponese della Jaxa  Akihiko Hoshide, lo spagnolo dell’Esa Pedro Duque, e il cinese della Cnsa Ye Guangfu. Tra questi non c’è nessun italiano, anche se nelle scorse edizione del progetto CAVES, partito nel 2011, hanno preso parte orgogli nazionali come Paolo Nespoli, Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti.

Una presenza italiana, però, in effetti c’è stata. La coordinatrice del progetto è stata Loredana Bessone, specialista dell’addestramento al Centro astronauti di Colonia e coordinatrice dei corsi per l’Agenzia spaziale europea. Senza contate che erano presenti tre istruttori del Cai, una guida speleologica con due operatori, e un fotografo.

Durante la missione, il team ha potuto sperimentare come bisogna portare a termine programmi scientifici specifici nel breve termine, rispettando  protocolli operativi rigidi, con l’obiettivo di aggiungere al loro bagaglio competenze riutilizzabili  nello spazio.

Immagini via Facebook