Nella classifica dei migliori Paesi in cui vivere l'Italia non è dove ti aspetti

Nella classifica dei migliori Paesi in cui vivere l'Italia non è dove ti aspetti

L’Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero […] Onestà tedesca ovunque cercherai invano, c’è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; ognuno pensa per sé, […] dell’altro diffida, e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé.

Questo straordinario frammento di Goethe, appuntato durante il suo Viaggio in Italia, sembra essere ancora attuale. Da quel 1786 di tempo ne è passato, però. Ma resta la solita, riconoscibile, “doppia faccia”. Da una parte l’animazione popolare e la bellezza artistica. Dall’altra la mancanza di ordine e la diffidenza verso il nuovo. Il paragone con la Germania è altrettanto corrente.

In occasione del World Economic Forum di Davos, U.S. News & World Report ha pubblicato un rapporto sui “Migliori Paesi del 2018”. Per stilare la classifica sono stati analizzati nove parametri principali. Che poi vedremo nel dettaglio. Dalla “capacità imprenditoriale” alla “qualità della vita”. Non tutti con lo stesso grado di incidenza. E altri parametri, minori, che hanno contribuito comunque a migliorare o penalizzare il piazzamento finale.

Le prime tre posizioni 

Come l’anno scorso a guidare la classifica dei “Best Countries” è la Svizzera. Non c’è un singolo dato in cui primeggia, ma i piazzamenti nei vari parametri sono in generale alti. Quelli che lo sono di più riguardano le categorie “educazione civica”, “la burocrazia e trasparenza” e la “capacità imprenditoriale”.

Al secondo posto c’è il Canada, come nel 2017. Ottimo invece il terzo posto della Germania che scavalca la Gran Bretagna. E l’Italia? Prima di trovarla si scorrono, nell’ordine: Giappone, Svezia, Australia, Stati Uniti, Francia, Olanda, Danimarca, Norvegia, Nuova Zelanda e Finlandia.

L’Italia si trova in 15° posizione. Una più su rispetto all’anno scorso. Un piccolo, ma positivo dato.

I risultati migliori

La prima cosa che si nota guardando questo piazzamento è quello di non avere vie di mezzo. A risultati molto alti, ne seguono di mediocri. Cominciamo dai pregi. L’Italia è al primo posto per quanto riguarda l’influenza culturale. (Seguono la Francia e gli Stati Uniti.) La conferma del “luogo comune” che vuole l’Italia un museo a cielo aperto. Dato che si ritrova anche nella prima posizione ottenuta nella categoria “Heritage”, dedicata alle attrazioni culturali, alla bontà del cibo, alla storia ecc. Categorie dove l’Italia non ha ancora eguali nel mondo. Seguita, per ora, dalla Spagna e dalla Grecia.

Su questo trend si legge anche l’ottimo piazzamento, al secondo gradino del podio, in “Adventure”. Dove si valuta “il divertimento, la piacevolezza del clima, il panorama”. L’oro lo vince il Brasile.

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Foto di Davide Ragusavia

I difetti dell’Italia 

Nella “mini classifica” che valuta l’”influenza economica, politica, la leadership internazionale”, l’Italia si trova al 18° posto. In quanto a “capacità imprenditoriale” invece è al 21°. Una posizione più su, ma resta comunque un dato allarmante, per quanto riguarda il “rispetto dei diritti umani, della parità di genere, della libertà di religione”. Disastroso è il dato che valuta la “burocrazia, la corruzione, la trasparenza”: siamo 45°. Anche nella categoria “Movers”, che registra “i tratti distintivi”, l’Italia è al 30° posto. Ma l’aspetto che mortifica più di qualunque altro, quello che rompe un altro luogo comune positivo italiano è quello della “qualità della vita”. Solo 22°.

Parametri extra della classifica

Sono stati valutati anche altri parametri, che però non hanno avuto un’incidenza forte come quella dei dati riportati sopra. In questi, l’Italia si trova al 17° posto tra i Paesi ideali in cui “far crescere un figlio”. Al 19° tra quelli dove “vivere se sei donna”. Il decimo dove ritirarti dopo la pensione. Anche qui, le posizioni non sono eccellenti.

Il miglior risultato riguarda, ancora, il turismo. E almeno in questo senso è un dato positivo. (Che sostiene fermamente l’ultimo luogo comune italiano.) Il nostro Paese è al secondo posto tra quelli in cui è agevole viaggiare da soli.

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Foto di Bogdan Dadavia

Immagine di copertina | Foto di Karsten Würth