El Capitan: la parete da scalare più estrema del mondo

El Capitan: la parete da scalare più estrema del mondo

Hai due modi per raggiungere la vetta di una montagna sulle tue gambe. Prendendo il sentiero, quando c’è, o scalarla, anche se una via agevole non esiste. Anche se la parete sulla quale ti devi arrampicare è la più difficile del mondo.

El Capitan è una montagna degli Stati Uniti, in California, alta 2307 metri. Situata all’interno del Parco nazionale di Yosemite, questa montagna ha la parete di arrampicata più estrema di tutte, la Dawn Wall.

La parete è alta poco più di un chilometro e molte vie negli anni sono state battute.

Ma allora cos’è che la rende così difficile? Facile, che nelle precedenti arrampicate si usavano chiodi e funi.

Scalarla a mani nude è impossibile. O forse sarebbe meglio dire era. Perché grazie a Tommy Caldwell e Kevin Jorgeson, due alpinisti americani, da oggi il vecchio confine tra ciò che è possibile e impossibile deve essere quanto meno messo in discussione.

Ciò che rende questa parete diversa da tutte le altre sono le immense difficoltà tecniche unite al continuo cambio di stile dovuto alla conformazioni sempre diversa della roccia.

Secondo gli esperti arrampicarsi su quella parete in free climbing, senza le corde ma con l’aiuto di mani e piedi, era pura follia.

E Tommy, come il capitano Achab, un po’ folle lo era davvero: “Questa parete è Moby Dick, deve essere mia”.

Prima dell’impresa Tommy, trentasei anni, aveva progettato per dieci anni la tecnica migliore per scalare la parete.

Ma durante i suoi primi tentativi si era reso conto che da solo non ce l’avrebbe mai fatta. Muoversi in solitaria non gli permetteva di studiare tutte le possibilità, lasciando inesplorate alcune parti della roccia.

Un giorno Tommy incontra Kevin Jorgeson, un altro navigato alpinista ossessionato da quella parete. Uniscono le forze e decidono di affrontare l’impresa insieme.

I due cominciano nel 2009 a studiare, con corde e picchetti, sequenze e movimenti necessari per la scalata. Impiegano 120 giorni per preparare la giusta tattica per quella che è stata chiamata “la scalata del secolo”.

I primi tentativi non sono andati a buon fine, e qualche incidente ha ritardato l’impresa. Si sono rotti costole e caviglie, ma non hanno mai smesso di crederci

In questo video puoi vedere la loro spettacolare preparazione.Provavano durante i mesi invernali, quando il freddo non faceva sudare le mani e permetteva una presa più stabile. Si sono arrampicati di notte, guidati dalla sola luce delle loro lampadine.

Dopo aver segnato con le corde il percorso da seguire, hanno iniziato la loro impresa. Hanno tolto i sostegni e iniziato la scalata a mani nude.

La scalata è durata 19 giorni. Quando sono arrivati in vetta Tommy in preda all’emozione ha detto: “è la cosa più assurda che abbia mai provato in assoluto”.

Immagine via Wikimedia