Il favoloso giardino di Emily Dickinson sta per essere riportato alla luce

Il favoloso giardino di Emily Dickinson sta per essere riportato alla luce

Emily Dickinson è conosciuta in tutto il mondo per la sua altissima poesia, un’artista dotata di una sensibilità straordinaria che trovò il riconoscimento soltanto dopo la morte. Ossessionata dalla paura di morire e affetta da nefrite Emily trascorse i suoi 55 anni di vita principalmente nella sua casa di Amherst. Rare volte usciva in trasferta con i genitori, la stragrande maggioranza del tempo amava dedicarla alla poesia e alla natura. Emily era una grandissima appassionata di botanica.

Quest’estate, a 130 anni dalla sua morte, il lavoro di riportare in vita integralmente il suo giardino e la sua serra sarà ultimato. L’iniziativa è stata voluta dall’Emily Dickinson Museum nel Massachusetts. Il museo ha prima di tutto ripristinato il terreno della proprietà della poetessa, visto che i successivi inquilini che hanno abitato la casa (dopo la morte dei Dickinson) avevano rimosso il frutteto sostituendolo con un prato all’inglese. Durante i lavori hanno cercato semi d’epoca per farli germinare di nuovo. Le piante che adornavano il giardino di Emily erano più di 400.

L’antico giardino ospitava rose, gigli, garofani, narcisi, malvoni, dalie, salvie, melograni e anche piante tropicali che a quel tempo erano estremamente rare da trovare. Grazie alla serra poi Emily poteva dedicarsi sia in estate che in inverno alla sua passione. Il suo erbario è conservato oggi nella biblioteca di Harvard ed è costituito da centinaia di varietà.

“La casa e il giardino”, ha detto Jane Wald, la direttrice del museo: “erano il suo laboratorio poetico”. Nelle 1775 poesie che Emily ha composto sono tantissimi infatti i riferimenti alle piante. Ferris Jabr ha ricordato in un articolo del New York Times che la passione per la botanica di Emily è essenziale “per capire ancora meglio la sua personalità, la sua spiritualità e i suoi versi“. Come ad esempio quelli bellissimi che recitano: “Io non l’ho detto ancora al mio giardino / per non perdermi d’animo”.

Immagine via Flickr