A Modena è in mostra Fortunato Depero, il geniale futurista che amava la pubblicità

A Modena è in mostra Fortunato Depero, il geniale futurista che amava la pubblicità

“Vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente”. Così recita la “Ricostruzione futurista dell’universo” del 1915, uno dei più importanti manifesti futuristi, firmato da Giacomo Balla e Fortunato Depero.

I due colleghi (maestro e allievo) teorizzavano la congiuntura di arte e vita, e Depero, che secondo l’amico Balla realizzava “magicamente un’arte fresca di bucato”, fu fedele alle proprie intenzioni: trasformò l’arte nella vita, ben aldilà dell’estetismo di D’Annunzio, portandola davvero nella vita di tutti i giorni, fino ad anticipare Andy Warhol.

Chi è stato Fortunato Depero? La risposta è lunghissima: uno scultore, un pittore, uno scenografo, un arazziere, un illustratore, un designer. La bottiglietta conica del Campari Soda l’ha inventata lui.

A Depero “il mago” è già stata dedicata una grande mostra nella prima metà del 2017. Nella prima metà di novembre un’altra mostra, allestita presso lo Studio Marco Bertoli-Art Consulting di Modena, ti permette di scoprire diversi capolavori dell’artista nell’arco di  trent’anni di produzione , dal 1917 al 1947. Come “Natura morta accesa” del 1936.

Natura morta accesa_1934 #FortunatoDepero #inaspettatoèbello

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Fortunato Depero: l’arte oltre ogni limite

Depero nasce nel 1892 in Val di Non, si appassiona inizialmente alla scultura, lavora come decoratore e nel 1915 si stabilisce a Roma, dove diventa allievo di Giacomo Balla e si unisce al gruppo dei Futuristi.

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Depero partecipa alla fase avanzata del movimento, promovendo l’ingresso dell’arte nel mondo della pubblicità, del teatro, della moda: per plasmare “futuristicamente” ogni aspetto del vivere.

INSPIRATION ?? "Grattacieli & Tunnel" by #fortunatodepero ???#directionutopia

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Inizia dunque a lavorare in teatro e conosce l’impresario dei Balletti RussiSergej Diaghilev: questi lo incarica di realizzare scene e costumi per “Le chant du rossignol” (Il canto dell’usignolo), su musiche di Igor Stravinsky (che non saranno mai realizzati). Inizia anche a produrre i suoi stupendi arazzi futuristi, tecnicamente delle “tarsìe” in panno: in pratica, mosaici di stoffe multicolori.

#woooow #fortunatodepero #guerrieri #1923 #tarsiainpanni ♥️?

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Depero e la pubblicità

Ma tutto ciò non gli basta: per inverare la “Ricostruzione futurista dell’universo” è necessario, secondo Depero, uscire davvero dall’accademia, rivolgendosi alle arti applicate per traghettare nella vita quotidiana l’idea futurista. Così nel 1920 inizia il suo avvicinamento alla pubblicità che lo coinvolgerà per tutto il decennio.

Nel 1927 realizza il primo “libro oggetto” della storia, il libro “imbullonato” che si intitola “Depero Futurista” e celebra 14 anni di militanza nel movimento.

Today’s #artbookstaffpick is a facsimile of the Italian Futurist Fortunato Depero’s 1927 “Depero Futurista,” a monographic compilation of his work across numerous disciplines, including compellingly-designed manifestoes, bold advertisements, Futurist paintings, sculptures and “typographic architecture.” Known colloquially as “The Bolted Book,” its 240 pages printed on multiple paper stocks are bound by two industrial aluminum bolts which the reader is invited to twist open in order to rearrange or hang the pages at will. A reader’s guide accompanying the book helps non-Italian speakers enter the texts and contextualizes Depero’s work in relation to Futurism, artists’ books, graphic design and typography. Even 90 years after Depero and his poet-aviator-publisher friend Fedele Azari released the first edition, this exquisite volume, lovingly reproduced by New York’s Designers and Books, is still an extraordinary addition to any book lover’s collection. @designersbooks @italianmodernart @martmuseum #FortunatoDepero #BoltedBook #ARTBOOKstaffpick

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Il libro è un oggetto strano e burlesco, pieno di dichiarazioni di intenti semiserie, impaginato stranamente e tenuto assieme da due bulloni industriali.

Nel 1928 si trasferisce a New York con la moglie. Continua a lavorare nel campo della pubblicità e realizza copertine per riviste prestigiose come Vanity Fair e il New Yorker.

Vanity Fair #poster #fortunatodepero #illustration #vintage

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In 15 anni Depero ha fatto di tutto. Tornato nel 1930 in Italia, continua a lavorare producendo sempre un po’ meno, e ritirandosi in Trentino dagli anni Quaranta. Il suo  lavoro più importante in questo periodo è un grande mosaico per l’EUR, nel 1942.

La mostra modenese “Fortunato Depero”, curata da Maurizio Scudiero, che ha realizzato i testi del catalogo, è a ingresso gratuito. Lo “Studio Marco Bertoli-Art Consulting” di Modena è in via Carlo Farini 56.

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