Wildlife Photographer of the Year: la foto più bella scelta dal pubblico

Wildlife Photographer of the Year: la foto più bella scelta dal pubblico

Il Wildlife Photographer of the Year è il concorso di foto naturalistiche più importante al mondo.

Lo indice ogni anno, da più di 50 anni, Il Natural History Museum di Londra. La competizione ufficiale del 2017 è conclusa: ti abbiamo già mostrato le bellissime immagini premiate tra decine di migliaia di altre foto. C’è tuttavia una “coda” del concorso: il People’s Choice Award. Una sezione particolare: tra 24 foto selezionate, non una giuria di professionisti affermati, ma il pubblico è stato invitato a scegliere la preferita. Ciascun amante di fotografia e natura ha potuto votare sul sito fino al 5 febbraio scorso.

La foto vincitrice: “Pikin and Appolinaire”

Questo scatto, indubbiamente molto dolce, è il vincitore del People’s Choice Award. La foto è stata scattata in Camerun, nel 2009. Pikin è una gorilla ancora “cucciola” (6 anni). L’uomo è Appolinaire Ndohoudou, ciadiano che lavora ancora oggi per Ape Action Africa. Sebbene Pikin fosse sedata, come racconta l’autrice della foto, Jo-Anne McArthur, trovarsi in automobile con un gorilla era comunque inusuale e inquietante. Anche perché l’animale, durante il tragitto, improvvisamente si svegliava: ma solo per guardarsi intorno, e riaddormentarsi fra le braccia del suo custode. Proprio in quei momenti la foto è stata scattata.

We're delighted to announce the WINNER of the #WPYPeoplesChoice Award is Jo-Anne McArthur with her heart-warming image Pikin and Appolinaire. Thank you to everyone who voted, and congratulations, Jo-Anne! Jo-Anne's intimate photograph of a lowland gorilla and one of her rescuers depicts conservation in action and highlights our connection with our fellow apes. Pikin, the lowland gorilla, had been captured and removed from her habitat to be sold for bushmeat, but was rescued by Ape Action Africa. Jo-Anne took her shot as Pikin was being moved from one enclosure to another. The gorilla awoke from sedation during the transfer but remained calm for the bumpy drive, resting drowsily in the arms of her human companion, Appolinaire. Jo-Anne’s image will be showcased in the #WPY53 exhibition at the @natural_history_museum until it closes on 28 May. For exhibition info visit the link in our bio. Image by Jo-Anne McArthur/ @weanimals #WPY #WildlifePhotographerOfTheYear #PublicVote #PeoplesChoice #Nature #Wildlife #WildAnimals #Photojournalism #NaturePhotography #NaturalBeauty #PhotographyContest #Photography #PhotoOfTheDay #PhotographyCompetition #NaturalHistoryMuseum #Conservation #Africa #Animals #Gorillas #BlackAndWhite #WeAnimals #ApeActionAfrica #LowlandGorilla #Mammals #Gorilla #Photographer

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I primati in Africa sono i primi nella lista dei sacrificati al commercio di bushmeat: carne selvatica proveniente dalle foreste tropicali. Carne di specie a rischio, o che a rischio lo diventano proprio a causa dell’attività dei bracconieri. A causa di essa, Pikin era un’orfana. Giovane, quindi poco abbondante di carne, era stata abbandonata nella foresta. Recuperata da Ape Action Africa, come si vede nella foto, è stata trasportata in un asilo specifico gestito dall’associazione.

Apollinaire ha ricordato che il gorilla, morto nel 2014 per i postumi di una caduta, lo riconosceva come un padre. Pikin era gelosa, accettava solo da lui rimproveri e divieti. E, sorniona, tornava a fare marachelle quando credeva che fosse trascorso abbastanza tempo perché lui si fosse dimenticato del rimprovero.

Ha dichiarato l’autrice, la canadese Jo-Anne McArthur:

Sono molto felice del fatto che quest’immagine abbia incontrato il favore della gente. Spero che possa ispiraci tutti ad avere un po’ più di attenzione per gli animali. […] Di norma documento le crudeltà operate dall’uomo sugli animali, ma ogni tanto porto testimonianza di storie di salvezza, speranza, e di riscatto.

L’autrice: Jo-Anne McArthur

Jo-Anne McArthur, autrice di Pikin e Appolinaire, è una fotoreporter e attivista canadese. Il suo libroWe Animals” è stato pubblicato anche in Italia. Il libro è forte, e non ci troverai immagini patinate, turistiche. Ma neanche foto animaliste truculente e gratuitamente scioccanti. Ci sono soprattutto animali che ti guardano, o guardano persone. Talvolta animali molto vicini alla morte.

Si instaura un rapporto dialogico fra l’osservatore e questi animali chiusi in acquari, gabbie, laboratori, che dà al titolo del libro un senso tutt’altro che banalmente retorico. “We Animals” non significa, infatti, che “il vero animale” è l’uomo. Piuttosto, indica un riconoscersi, che fa riflettere: noi trascuriamo gli animali, e li usiamo. E spesso, li usiamo per nostro piacere proprio attraverso la fotografia.

Le altre foto più belle scelte dal pubblico

Qui trovi le 24 foto sottoposte al “voto popolare” dal Natural History Museum. Qui invece ci sono le foto giudicate più belle dal pubblico, aldilà di quella che ha vinto.

The Arctic is beautiful all year-round, but in the late winter, when temperatures reach -30˚C (-22˚F) and everything is white and the sun stays low on the horizon, it’s stunning. Josh was on a boat in a fjord across from Longyearbyen, Svalbard, Norway, and encountered this polar bear walking along the edge of the ice. She was curious, walking past the boat twice – just long enough for Josh to take a shot with her white coat glowing in the setting sun. After satisfying her curiosity, she silently walked off into the distance. Image: Land of snow and ice by Josh Anon, USA. / @joshanon Which image will win the #WPYPeoplesChoice Award? This is down to you. See the shortlist of 24 images and vote for your favourite via the link in our profile. Voting closes at 12.00pm GMT on 5 Feb. #WPY #WildlifePhotographerOfTheYear #WildlifePhotography #Nature #Wildlife #WildAnimals #NaturePhotography #PolarBear #PeoplesChoice #PublicVote #PhotographyContest #Photography #PhotoOfTheDay #PhotographyCompetition #TheArctic #Animals #Bears #PolarBears #NaturalHistoryMuseum

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Tra i più apprezzati c’è anche l’italiano Luciano Candisani, con questa incredibile foto di un bradipo appeso al ramo di un albero. Il fotografo si è arrampicato su un albero di cecropia, nella foresta tropicale di Bahia, in Brasile. I bradipi tridattili frequentano le chiome delle cecropie perché sono ghiotti delle loro foglie.

Should this impressive picture of a three-toed sloth be the winning image from the #WPYPeoplesChoice shortlist? Have your say and vote via the link in our bio before the vote closes at 12.00pm GMT on Monday 5 Feb. Luciano climbed the dizzying heights of the cecropia tree in the protected Atlantic rainforest of southern Bahia, Brazil, to take this eye-level shot of the sloth. Sloths like to feed on the leaves of these trees, and so they are often seen high up in the canopy. Image: Sloth hanging out by Luciano Candisani, Brazil. #WPY #WildlifePhotographerOfTheYear #Sloth #WildlifePhotography #Nature #Wildlife #WildAnimals #NaturePhotography #Sloths #Brazil #PeoplesChoice #SlothsOfInstagram #Photography #Rainforest #PublicVote #PhotographyContest #Photography #PhotoOfTheDay #PhotographyCompetition #Animals #NaturalHistoryMuseum

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Immagine di copertina di Jo-Anne McArthur