La frattura che si è aperta in Kenya: cosa sta succedendo?

La frattura che si è aperta in Kenya: cosa sta succedendo?

Il nostro pianeta è in continua trasformazione. Il più delle volte i cambiamenti sono lenti, quasi impercettibili. Si notano dopo un lungo monitoraggio. Ad esempio in questo timelapse di Google dove vengono mostrati nell’arco di 30 anni.

A volte, però, sono improvvisi, violenti e spaventosi. Come quello, avvenuto di recente, nel sud-ovest del Kenya. Dove la terra si è aperta. Una frattura di alcuni chilometri. E che continua ad allungarsi. Uno squarcio che ha già generato pericolosi danni. Distruggendo un tratto di autostrada.

La Grande fossa tettonica

La zona che ha coinvolto questa frattura è quella che i geologi hanno battezzato “Rift Valley“. La Grande fossa tettonica. La formazione si estende per 3500 chilometri dal nord della Siria al centro del Mozambico. Si è creata dalla separazione delle placche tettoniche africana e araba, iniziata 35 milioni di anni fa. Qui sono stati effettuati importantissimi ritrovamenti archeologici. È stato ritrovato lo scheletro di un ominide risalente a 1,5 milioni di anni fa. Per questo motivo è anche chiamata la “culla dell’umanità”.

Lucia Perez Diaz, sulla rivista The Conversation, ha spiegato come la frattura del Kenya sia legata alla tettonica a placche. I passaggi riportati sono tratti dalla traduzione di Internazionale.

La litosfera terrestre, formata dalla crosta e dalla parte superiore del mantello, è suddivisa in alcune placche tettoniche. Queste non sono statiche, ma si muovono a varie velocità scivolando su una densa astenosfera. Il meccanismo non è ancora del tutto chiaro, ma è probabile che coinvolga le correnti convettive presenti nell’astenosfera e le forze generate ai confini delle placche. Queste forze non si limitano a muovere le placche ma possono anche spaccarle, creando una frattura. Ed è quello che sta succedendo in Africa orientale.

Quando si spezza la Terra

Se sottoposta a una forza di trazione orizzontale, la litosfera si allunga sempre di più fino a rompersi. In questo modo, spiega Diaz, dà vita a una fossa tettonica, sulla cui superficie si manifestano attività vulcanica e sismica.

Perché un continente si spacchi le forze di trazione devono essere così intense da fratturare la litosfera. […] Nella regione degli Afar, nel nord dell’Etiopia, l’intero fondo della fossa tettonica è ricoperto da rocce vulcaniche: qui la litosfera si è assottigliata fin quasi al punto di rottura. Quando lo raggiungerà la solidificazione del magma nello spazio creato dalla separazione delle placche darà vita a un nuovo oceano.

Le previsioni parlano di cinquanta milioni di anni. L’isola che si creerà sarà composta da parti di Etiopia, Somalia e terre del Corno d’Africa.

Nancy Gibbens sul National Geographic ha scritto:

In futuro la placca somala potrebbe staccarsi completamente e definitivamente da quella nubiana, andando a formare una massa terrestre separata, comparabile al Madagascar o alla Nuova Zelanda.

Erosione o frattura?

Luigi Bignami su un articolo di Focus ha avanzato l’ipotesi (tutta da confermare) che in realtà la “crepa” in Kenya sia legata al fenomeno di erosione e non di frattura. Si tratterebbe, insomma, di un “improvviso sprofondamento del terreno sottostante la superficie”. Secondo il giornalista non si può parlare di frattura perché non è continua ed è avvenuta dopo un periodo di forti piogge. Niente di catastrofico e apocalittico, insomma.

Secondo il geologo David Adede, intervistato dal Daily Nation, prima delle forti piogge la frattura era colma di cenere vulcanica. L’alluvione ha spazzato via le ceneri, aprendo la crepa. Come ha riportato Reuters, uno dei residenti della zona l’ha vista aprirsi sotto casa sua all’improvviso, e ha fatto in tempo a fuggire prima che la casa sprofondasse.

Immagine via YouTube