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Scoperta una "piramide" nel mar della Grecia: la realizzò una civiltà misteriosa 4000 anni fa

La scintillante pietra bianca—importata probabilmente da Nasso—di una grande piramide terrazzata, emergente dall’Egeo. L’avresti vista anche da lontano, sotto il sole greco, sul mare delle Cicladi. Se l’avessi navigato 4000 anni fa.

Civiltà cicladica” è il nome che si dà alle forme di cultura che nel III millennio a.C. caratterizzarono le isole Cicladi, nel “cuore” dell’Egeo. I reperti più noti di questa civiltà remota sono le statue e le figurine di marmo che, nella loro semplicità, hanno ispirato maestri dell’arte moderna. Come Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, Constantin Brancusi. Forme tondeggianti o allungate che rappresentano guerrieri, cacciatori, musici, la dea della fertilità.

Ma c’è un altro, straordinario “reperto” cicladico, che coincide con quella che oggi è una piccolissima isola: Daskalio. Attualmente disabitata, insieme alla vicina, più grande isola di Keros formava, secondo le parole di National Geographic, una “metropoli in espansione“.

Il santuario di Daskalio

Durante l’Età del Bronzo Antico, quando il livello del mare era inferiore a quello odierno, Keros e Daskalio, un promontorio dalla forma oggi vagamente piramidale, erano collegate da un lembo di terra. 4500 anni fa, Daskalio era una piramide abbagliante in mezzo al mare. La superficie del promontorio era stata infatti terrazzata, poi ricoperta di sabbie bianche. Qualche anno fa, importanti scavi hanno rivelato che, per ragioni ancora misteriose, migliaia di statue cicladiche deliberatamente sfasciate vi erano state interrate. Per un totale, approssimativo, di 1000 tonnellate. Il sito era molto probabilmente un santuario in cui si svolgevano rituali a noi sconosciuti.

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Daskalio, si suppone, era il luogo più densamente popolato di Keros. Vi sorgevano palazzi, era un porto naturale e una postazione privilegiata di vedetta. Se pensiamo che solo nell’epoca del Minoico Medio (2000-1600), l’epoca della scrittura lineare A, sorgeranno i primi palazzi cretesi. E che l’area di Cnosso sarà un florido centro della civiltà minoica solo a partire dal 2000 a.C., allora dobbiamo considerare quella che nel III millennio a.C. abitava Keros e Daskalio una delle più antiche, importanti civiltà urbanizzate. Rafforzano queste ipotesi le più recenti scoperte.

Gli inizi dell’urbanizzazione

Oggi, infatti, è stato esplorato anche l’interno del promontorio, l’antica “piramide”. Come riporta il Guardian, gli scavi hanno rivelato, al di sotto delle terrazze, incredibili opere di ingegneria e di artigianato. Anzitutto un complesso sistema di drenaggio. Con una rete di canali di scolo (non si sa ancora se per acque nere o pulite) che anticipa praticamente di un millennio le canalizzazioni sotterranee—finora considerate le più avanzate dell’antichità—del palazzo di Cnosso.

Inoltre, sono riemerse le tracce di due officine per la lavorazione dei metalli. Fra i molti residui, uno stampo per pugnali di rame, un’ascia di piombo, e un mantice per alimentare il fuoco di una fucina. In una prossima spedizione, gli archeologi estrarranno un forno in ceramica reperto nel corso dell’ultima stagione di scavo.

La terra rimossa dall’interno della piramide di Daskalio, inoltre, mostra tracce di cibo: mandorle, fichi, olive, cereali. Secondo Michael Boyd dell’Università di Cambridge—il direttore degli scavi—questi alimenti erano in gran parte importati. E rivelano l’esistenza di un network commerciale di cui il santuario era il centro. Ciò che abbiamo di fronte, qui, considerando la lavorazione dei metalli e il resto, è l’alba dell’urbanizzazione.

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Resta però inevasa la richiesta di spiegazioni sul punto forse più interessante e suggestivo della questione. Secondo quale misterioso rituale, e in linea con quale misterioso culto, Keros era stato scelto come santuario in cui sotterrare i moltissimi frammenti di statue cicladiche sfasciate? Cosa c’era di sacro, a Daskalio?

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