L'ibernazione è realtà

L'ibernazione è realtà

Per secoli, millenni, gli uomini si sono chiesti cosa ci fosse dopo la morte. Le ipotesi rimangono ancora tante e oscure, ma c’è anche chi ha deciso di provare a scavalcare la domanda, e per farlo sta sfruttando la criogenesi.
La “Alcor Life Extension Foundation” è un’organizzazione non-profit americana fondata da Fred e Linda Chamberlain nel 1972, e ad oggi è l’azienda più famosa al mondo nel campo della criogenesi.

Per anni ha portato avanti ricerche scientifiche accurate sull’ibernazione, studiando il metodo migliore per conservare le funzioni vitali di un individuo intatte prima del suo risveglio. I primi corpi a essere congelati dall’organizzazione risalgono alla fine degli anni ’80. Con il tempo, confortati dai progressi della ricerca scientifica di Alcor, senatori, giocatori di baseball, industriali e semplici cittadini si sono affidati all’ibernazione.

Oggi, nel 2015, la lista si è fatta più lunga, e ancora più lunga la lista d’attesa.

L’idea fondamentale alla base dell’ibernazione della Alcor è quella di prendere tempo, confidando che quando i candidati verranno scongelati ci saranno nuove tecnologie che permetteranno di rigenerare, sostituire e ristrutturare i tessuti vecchi e il corpo ormai sulla soglia della morte.

I clienti dell’Alcor infatti vengono ibernati quando sono morti, ma prima della decomposizione.

Il processo è molto delicato e bisogna agire in fretta. Quando il cliente è deceduto entro due ore il corpo deve essere portato di molto sotto lo zero e bisogna sostituire il sangue con un liquido criogenico.

La corsa contro il tempo è decisiva per conservare al meglio le strutture nervose. I corpi a questo punto non più clinicamente morti, ma addormentati, vengono inseriti a testa in giù in silos alti cinque metri colmi di azoto liquido, così da conservarli per il tempo necessario.

L’Alcor assicura soltanto “il viaggio“: addormentati a decine di gradi sotto zero, i clienti saranno prontamente risvegliati quando i progressi della medicina lo permetteranno.

Chi vuole ibernarsi non lo fa per il sogno di essere immortale, ma per vivere ancora un po’ di più. Nel futuro l’aspettativa di vita delle persone si alzerà e vivere altri 80 anni non sarà un sogno così irrealizzabile.

“È come vincere la lotteria” ha detto un cliente italiano della Alcor. Anche se oggi le ricerche non sono ancora così evolute, tra cento anni, mentre gli autocongelati dormono, lo saranno sicuramente.

Il biglietto per questa lotteria è caro: 170 mila dollari per ibernare tutto il corpo, 80 mila dollari per il cervello.

Una clausola però: nell’eventualità di andare incontro a una morte non naturale, come nel caso d’incidenti, Alcor tratterrà i soldi del cliente, poiché l’ibernazione del corpo non sarebbe più possibile.

C’è qualcuno che ha trovato il modo più furbo di sfruttare quest’operazione. Negli Stati Uniti già 140 milionari defunti sono conservati sotto azoto liquido e nel testamento molti di loro si sono lasciati in eredità i loro stessi beni.

Tantissimi i fumetti e i film di fantascienza che hanno fantasticato sull’ibernazione. Da Alien a Vanilla Sky da Capitan America a 2001 Odissea nello spazio.

Nessuno ha idea di cosa la medicina avrà a disposizione tra 50 anni, figuriamoci tra 400. Bisogna soltanto avere fede nella tecnologia. Male che vada l’idea di essere ibernati avrà permesso di vivere la morte con meno angoscia.

Immagine tratta da Alien