In Kazakhstan c'è Kalachi il paese del sonno: il mistero lo avvolge

In Kazakhstan c'è Kalachi il paese del sonno: il mistero lo avvolge

Se ti dovesse capitare di recarti nel meraviglioso Kazakhstan potresti restare particolarmente colpito dalla storia di Kalachi (paese nella zona di Akmolinsk) o semplicemente potrebbe addormentarti. Conoscendone la storia alla leggera, potremmo definirlo cinicamente perfetto per chi soffre d’insonnia, ma in realtà sta destando molte preoccupazioni. Il motivo? Gli abitanti crollano dal sonno: sono vittime di sonnolenza profonda e non solo.

La storia ha iniziato a suscitare curiosità dopo che l’emittente RT ha trasmesso il documentario Sleepy Hollow, Kazakhstan che racconta appunto di come gli abitanti di questo paese siano soggetti a una forma di encefalopatia poco chiara: oltre al sonno, si verificano problemi di debolezza, vertigini, problemi di deambulazione e di memoria, ma in alcuni casi persino di allucinazioni.

Tra marzo e maggio 2013, la prima epidemia ha colpito un gruppo di abitanti di Kalachi di età compresa tra i 14 e i 70 anni, poi tra gennaio e marzo 2014 e infine tra agosto e settembre. Di fronte all’incapacità del governo kazako di trovare delle risposte, molti hanno iniziato a associare a questi strani fenomeni a teorie cospirazioniste che legano la malattia a virus o addirittura alieni.

Tra le malattie che potrebbero comportare questa sintomaticità troviamo la tripanosomiasi, trasmessa dalla mosca tse-tse, oppure la cosiddetta malattia dell’annuire che ha colpito tantissimi bambini tra Sudan e Uganda, ma non sembrerebbe incline al caso perché, solitamente, non attacca gli adulti. Altre, come la Sindrome di Kleine-Levin portano solo a disturbi del sonno, mentre l’encefalite letargica colpì nel 1915 un milione di persone riducendo i sopravvissuti a uno stato catatonico. Sebbene, come riporta Vice, non siano stati riscontrati gli stessi batteri streptococchi che causerebbero la malattia negli abitanti kazaki.

Sembra invece prendere sempre più spazio l’ipotesi che una vicina miniera di uranio di epoca sovietica, chiusa negli anni novanta, possa avere qualche correlazione con i fatti relativi al paese di Kalachi. Eppure, gli studi batteriologici o virali sul cibo, l’aria, l’acqua, non hanno riscontrato anomalie di nessun tipo.

L’ultima risposta poteva essere trovata nella narcolessia ma, anche in questo caso, sebbene i sintomi si avvicinino molto, non sono paragonabili le cause: questo disturbo, infatti, è causato da tossine, stress e lesioni neurologiche. A questo punto, per molti, l’unica risposta è da riscontrare in una sorta d’isteria di massa, conosciuta anche come coreomanìa o tarantinismo.

Fenomeni come questo possono nascere da particolari esposizioni comuni a tossine e stress, un esempio? Dopo l’11 settembre in America si sono decisamente amplificati i casi di eruzioni cutanee da stress. A mettere in in discussione questa tesi il caso di Alexy Gom, riportato dal Siberian Times nel maggio del 2014. Secondo quanto dichiarato dal ragazzo, lui stesso avrebbe contratto la patologia dopo essersi recato a Kalachi per visitare la madre. Insomma, allo stato dei fatti non c’è ancora nessuna ipotesi che possa confermare o, almeno dare una parvenza di senso, a questo fenomeno.