Ritrovata dopo 60 anni una sceneggiatura perduta di Kubrick:

Ritrovata dopo 60 anni una sceneggiatura perduta di Kubrick: "Bruciante segreto"

I film realizzati da Stanley Kubrick, 13 in 46 anni—da Paura e desiderio a Eyes wide shut—lo hanno reso uno dei più grandi registi della storia. I suoi film non realizzati alimentano ancora di più la leggenda di questo regista geniale. È stata appena ritrovata una sceneggiatura completa scritta da Kubrick per un grande film mai realizzato: Bruciante segreto.

Non sono pochi i progetti interrotti dal meticolosissimo regista. Napoleone, il grande film concupito lungo anni di ricerche, saltò per colpa dell’insuccesso di un altro film di simile argomento. A.I. Artificial Intelligence venne consegnato da Kubrick a Spielberg. Che l’avrebbe girato nel 2001. La preparazione per Aryan Papers, film sull’olocausto, fu interrotta nel 1995: c’entra ancora Spielberg, col suo Schindler’s list.

Il copione di “Bruciante segreto” è stato ritrovato da un professore di cinema dell’università di Bangor, Nathan Abrams. Durante le ricerche per un libro su Eyes wide shut. Tutti gli appassionati di Kubrick sanno che il regista avrebbe voluto fare questo film. Ma nessuno immaginava che ne avesse scritto la sceneggiatura completa, poco prima di girare Orizzonti di gloria (1956): un regista attuale potrebbe trarne un film quasi senza dover scrivere altro.

Bruciante segreto: Kubrick e Stefan Zweig

Il progetto mostra la grande continuità del lavoro di Kubrick. Anzitutto il copione, redatto da Kubrick con lo scrittore Calder Willingham (sceneggiatore di Il laureato), è tratto da una bellissima novella di Stefan Zweig—intitolata Bruciante segreto appunto, del 1913—considerato uno dei “cantori” più amabili (e il più pittoresco, da un punto di vista americano) della cosiddetta Finis Austriae: qual era anche l’Arthur Schnitzler di Doppio sogno, di cui Eyes wide shut è un libero adattamento.

Inoltre la storia di Bruciante segreto, i cui temi sono la passione, l’adulterio, l’inganno, le apparenze (come in Eyes wide shut) mostra un “meccanismo” che, come ha notato Abrams, ricorda Lolita. Ma al contrario. Qui un uomo si finge amico di un bambino per conquistarne la madre.

Zweig è un autore saccheggiato dal cinema. Ricordiamo solo, tra i film migliori, Lettere da una sconosciuta di Max Ophuls. Paura di Rossellini. Il caramelloso Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, ispirato a Il mondo di ieri.

La storia di Bruciante segreto

Bruciante segreto è un racconto “di formazione” che ci trasporta nel mondo “fine secolo” di certe storie di Thomas Mann e di Robert Musil, popolato di fanciulli astenici e rimuginanti, di adulti insofferenti, calcolatori o reclusi nella propria posizione. È ambientato in un hotel della bassa Austria. Una “stazione climatica” del Semmering. È un “triangolo relazionale“: c’è il giovane Barone, un seduttore seriale, c’è una donna ebrea matura e passionale, e c’è il figlio di lei, il dodicenne Edgar—l’unico chiamato per nome.

Il ragazzo è il centro della storia. Per il Barone, che finge di essergli amico per arrivare alla madre, è solo una chiave d’accesso al piacere, mentre per quest’ultima diventerà un ostacolo al perseguimento del piacere. La consapevolezza del “bruciante segreto” sarà per Edgar uno dei segnali dell’ingresso nell’età adulta, tra rancore e complicità con la madre.

Kubrick riscrive la storia, adattandola all’America contemporanea, con nomi americani. Edgar diventa per Kubrick: “un bambino di circa dieci anni, che sta in veranda con l’aria di un adulto, le mani chiuse dietro la schiena… da solo, annoiato, gioca con uno yo-yo”.

Perché il film non si fece? Ci sono varie ipotesi. Ma secondo chi ha ritrovato la sceneggiatura, la storia, questa storia di sessualità e abuso psicologico era troppo “disturbante” per non violare i codici di produzione della Hollywood di allora, e il film sarebbe stato “preventivamente” censurato.

Sarebbe stato uno dei primi capolavori di Kubrick? Probabilmente sì. Non lo è, invece, il film che da Bruciante segreto ha tratto nel 1988 Andrew Birkin, assistente di Kubrick. Meglio rileggere lo splendido racconto di Stefan Zweig.

Immagine: Copertina