"Man Ray: l'uomo infinito", la mostra sul genio dadaista al castello di Conversano

Man Ray è uno dei più grandi esponenti del dadaismo, movimento d’avanguardia dei primi anni del Novecento, basato sulla negazione di tutti i valori razionali e sull’esaltazione di quelli istintivi. Fu pittore, scultore, fotografo, cineasta: insomma, un artista a tutto tondo.

Nacque a Philadelphia nel 1890, visse per molti anni a New York—dove si avvicinò pure al surrealismo—ma si trasferì a più riprese a Parigi, dove alla fine morì nel 1976. Il suo epitaffio recita: “Non curante, ma non indifferente”.

Se sei da sempre affascinato alla figura di questo artista eclettico e ne vorresti sapere di più, potresti pensare di recarti al Castello di Conversano, in provincia di Bari, dove fino al 19 novembre è aperta al pubblico la mostra “Man Ray: l’uomo infinito“.

Il titolo riprende il nome dell’opera l’’Homme Infini, un quadro realizzato da Man Ray nel 1972 che racchiude tutto il suo percorso artistico, fatto di un’ampissima produzione dettata dalle sperimentazioni più disparate. L’esposizione consta di oltre 100 opere, tra cui dipinti, disegni, fotografie, sculture, litografie e oggetti d’arte, disposti per aree tematiche.

Man Ray – L'Uomo Infinito – Converano (Ba)

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Il percorso della mostra inizia con la sezione intitolata “New York 1912 – 1921”, nella quale sono esposti dipinti e fotografie del primo periodo americano. La seconda sezione, “Il rapporto con Marcel Duchamp”, presenta il legame di amicizia tra i due grandi artisti che, scoprendosi affini e complementari, hanno collaborato congiuntamente alla realizzazione di alcune opere di fondamentale importanza per entrambi.

Nelle due sezioni “Gli amici artisti e autoritratti” e “Muse e Modelle”, poi, potrai vedere tutti i ritratti delle personalità che hanno ispirato il lavoro di Man Ray. Nella sezione “Dadaismo e avanguardie”, invece, si indaga sulle basi di fondo di questo movimento; mentre in quella intitolata “Realtà e finzione – voyeurismo e sadismo” puoi osservare le diverse sperimentazioni dell’artista.

La penultima sezione, “Juliet”, è un omaggio alla moglie e musa di Man Ray, conosciuta ad Hollywood nel 1940; mentre l’ultima, “Ritorno in Francia”, è dedicata al “ritorno alle origini”—ovvero allo stile giovanile—di Man Ray nella fase finale della sua vita.

La realizzazione della mostra è stata possibile grazie all’impegno dell’Associazione culturale Artes e dell’Amministrazione comunale di Conversano, in collaborazione con la Fondazione Marconi, con la consulenza di Vincenzo de Bellis con Eugenia Spadaro.

L’esposizione è aperta dal lunedì alla domenica dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 17 alle 21. Il costo del biglietto intero è di 10 euro. Il ridotto costa 6. Ingresso gratuito per bambini fino a 6 anni, disabili e giornalisti con tesserino. Per maggiori informazioni visita il sito manrayconversano.

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