"Il sorpasso": in mostra a Roma l'Italia del dopoguerra in 160 fotografie

Il titolo della bellissima mostra fotografica che puoi visitare fino al 3 febbraio 2019 al Museo di Roma—intitolata Il Sorpasso, come il film di Dino Risi—traccia di per sé il profilo dell’allestimento, e allo stesso tempo ne suggerisce un percorso di lettura

Le 160 fotografie in mostra a Palazzo Braschi ritraggono il quindicennio “in cui l’Italia si mise a correre”. 1946-1961: i 15 anni in cui, come si legge nel comunicato stampa:

Un paese distrutto e stremato riuscì a superare i traumi della guerra dando vita a un tumultuoso sviluppo economico, sociale, di immaginario, ammirato nel mondo intero.

Ma la mostra si colloca sotto l’emblema del capolavoro di Dino Risi. E durante il vernissage, l’elegante—ma volendo anche rozzamente aggressiva: dipende da come ci appare il suo guidatore Bruno/Gassman—Lancia Aurelia convertibile, che, portando i due protagonisti del film a risalire la via Aurelia un sorpasso azzardato dietro l’altro, è il mezzo di un viaggio di “iniziazione” per lo studente Roberto ma anche il mezzo della sua morte, era nel cortile di Palazzo Braschi occhieggiando ai visitatori, in uno sgargiante celeste pininfarina.

Il film è considerato ancora oggi il ritratto delle spinte contraddittorie di un’epoca, e la mostra che ne prende il nome documenta anche lo scarto fra ottimismo ricostruttivo e povertà, liberazione dei costumi, criticità e finzioni.

L’Italia degli anni del boom in una splendida mostra fotografica

Ministeriali in processione durante il Giubileo del 1950. Una folla di gente appesa, come formiche su una mollica di pane, al vecchio tram romano 1P, per la prima tappa del Giro d’Italia. Operai torinesi che escono dalle officine Fiat. Il monumento a S. Francesco di Piazza S. Giovanni circondato da cartelloni elettorali del Partito Comunista.

Clint Eastwood a cavallo nella campagna di Cinecittà in uno scatto di Secchiaroli del 1964. Operai napoletani al lavoro sulle impalcature, lo sterminator vesevo sullo sfondo.

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Un uomo distratto dalle natiche di Miss Italia. Sophia Loren che legge delle imprese di Gagarin sul quotidiano. Gente che ascolta un comizio di De Gasperi.

Venditrici ambulanti, bambini per strada. Scene da Lascia o Raddoppia. Anita Ekberg che entra nella fontana con le calosce. Eccetera.

Come recita ancora il comunicato stampa, “l’obiettivo delle foto in mostra è puntato sulla vita quotidiana delle persone comuni”. E, non secondariamente, sull’influsso della cultura popolare nelle loro vite. Questo “ritratto collettivo” in 160 scatti fu eseguito in buona parte da fotografi d’agenzia.

Molte delle foto in mostra sono di autore anonimo, reporter che lavoravano per i rotocalchi. Altre invece—ed è anche in questa alternanza che passa una delle chiavi di lettura della mostra—sono immagini scattate da reporter indipendenti, firme note, con uno sguardo generalmente più “critico”. In mostra è presente, ad esempio, il grandissimo fotografo Caio Garrubba.

E, accanto a lui, firme come Tazio Secchiaroli, Gianni Berengo Gardin, Cecilia Mangini, Ferruccio Leiss, e moltissimi altri, inclusi alcuni stranieri come William Klein. Arricchiscono la mostra alcune video-installazioni realizzate con il materiale dell’Archivio storico dell’Istituto Luce.

Qui trovi il catalogo della mostra, pubblicato da Silvana Editoriale e da Istituto Luce Cinecittà. Terminata la mostra a Palazzo Braschi (fino al 3 febbraio), “Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre (1946-1961)” sarà a Parma, Palazzo del Governatore, dall’8 marzo al 5 maggio 2019. Il Museo di Roma è aperto dal martedì alla domenica, ore 10.00-19.00. Qui info sui biglietti.

Immagine: Copertina