Le ultime due opere di Banksy che rendono omaggio al genio di Basquiat

Le ultime due opere di Banksy che rendono omaggio al genio di Basquiat

Banksy non ha bisogno di presentazioni. Se non te la senti di definirlo il più grande street artist vivente (vista la lunga lista di colleghi, come Astro, Odeith, Vhils, Rone e molti, molti altri), possiamo tranquillamente affermare che si tratta del più famoso street artist dall’identità segreta.

L’artista britannico ,infatti, è riuscito ad attirare l’attenzione mediatica mondiale su di sé non soltanto per la qualità indiscutibile delle sue opere ma anche per la sua identità. Tra le varie ipotesi che sono state avanzate, una delle ultime suppone si tratti di Robert Del Naja, leader dei Massive Attack.

L’ultima opera di Banksy era apparsa lo scorso maggio a Dover in occasione di Brexit, ma è tornato qualche giorno fa a Londra, con due opere che sono un omaggio al “padre di tutti gli street artist”, un indimenticabile artistaJean-Michel Basquiat.

L’artista americano, scomparso nel 1988 a soli 27 anni, ma grazie all’amicizia e alla collaborazione con Andy Warhol diventato presto tra i più apprezzati di quegli anni, è stato uno dei primi artisti neri a diventare famoso nel mondo dell’arte. I suoi temi, incentrati sulla cultura afroamericana, venivano espressi su tela ma anche su altre superfici come il legno o il cartone, con uno stile inconfondibile.

Londra ha organizzato, al Barbican Centre, la prima esposizione su larga scala nel Regno Unito delle opere di Basquiat. In occasione dei trent’anni dalla sua morte, in mostra ci sono 100 opere, oltre a fotografie, filmati e materiale d’archivio. Si intitola “Boom For Real” e sarà visitabile fino al 28 gennaio 2018.

Per “celebrare” questo evento lo street artist inglese ha dipinto (postando poi la notizia sul suo profilo Instagram e sul sito ufficiale) due opere, proprio sull’edificio della mostra dedicata a Basquiat. I due murales vogliono porre l’attenzione sul controsenso di allestire una mostra su Basquiat. Guardiamole da vicino.

Per il primo, si legge nella didascalia che il Barbican Centre è un posto che sistematicamente cancella tutti i graffiti della zona. Ponendo l’attenzione sul controsenso di cancellare un’opera di street art per poi accoglierla al suo interno e farci pagare un biglietto. L’opera di Banksy infatti rappresenta una ruota panoramica, con fila al botteghino, dove al posto dei seggiolini ci sono le famose corone di Basquiat, un elemento ricorrente nello stile dell’artista americano.

Per quanto riguarda invece la seconda immagine, si legge nella didascalia l’intento dell’omaggio di Banksy: un’ufficiosa collaborazione tra i due artisti. Anche in quest’altro caso ritorna un personaggio di Basquiat, dal dipinto Boy and Dog in Johnnypump, “accolto” dalla polizia metropolitana di Londra per una perquisizione. Banksy non soltanto vuole porre l’accento sul colore della pelle, ma immagina che se l’artista americano fosse ancora vivo, sarebbe trattato da vandalo e imbrattatore dall’opinione pubblica: altro che mostra in un museo.

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