Meno ore di lavoro per occuparsi della famiglia: la svolta tedesca

Meno ore di lavoro per occuparsi della famiglia: la svolta tedesca

Negli ultimi anni sono stati svolti diversi esperimenti per cercare di capire come modificare il mondo del lavoro e renderlo più sostenibile. I grandi temi di questo problema riguardano soprattutto la gestione del tempo, e lo stress che provoca il lavoro in relazione alla vita privata.

In Germania, ad esempio, è stato recentemente creato un nuovo contratto collettivo. Che prevede una settimana lavorativa di 28 ore—su base volontaria—per consentire ai lavoratori di prendersi cura della famiglia.

Una lunga battaglia sindacale

Questa novità è arrivata alla fine di una lunga diatriba sindacale. Guidata dal sindacato tedesco IG Metall della regione tedesca del Baden-Württemberg. Con scioperi in cui sono scesi in piazza quasi un milione di manifestanti. I lavoratori non hanno ottenuto soltanto di poter disporre di un periodo—che va dai 6 ai 24 mesi— in cui ridurre le ore lavorative per prendersi cura dei figli o dei parenti con bisogni sanitari senza decurtazione dello stipendio. Ma anche un aumento salariale del 4,3%, fino a marzo 2020.

Questo nuovo contratto collettivo—ha spiegato il portavoce dell’IG Metall—avvantaggia in particolare i gruppi salariali più bassi. Abbiamo lottato per ogni dettaglio, ma abbiamo raggiunto un grande risultato nei problemi che ci interessano. E rafforzato l’autodeterminazione nell’orario di lavoro dei dipendenti.

Più tempo da dedicare alle famiglie

Ma vediamo nel dettaglio il nuovo accordo ottenuto dall’IG Metall, e che potrebbe estendersi a tutta la Germania. Il contratto collettivo prevede di poter diluire le ore settimanali di lavoro, passando dalle 35 previste fino ad ora, alle 28 ore.

Foto di Wes Hicks. Via.

Foto di Wes Hicks. Via.

Il passaggio sarà del tutto volontario—saranno i lavoratori, cioè, a decidere quando farlo—e soprattutto non prevede alcuna decurtazione dello stipendio. La durata di questo periodo di riduzione va dai 6 ai 24 mesi, per poi tornare alla consueta settimana da 35.

Un provvedimento, insomma, che mette da parte gli interessi economici delle aziende in favore della salute pubblica. Più tempo da dedicare alle famiglie e a se stessi. Questo tipo di provvedimenti, secondo molti studi, non giovano soltanto alla vita privata dei lavoratori, ma anche al loro impatto e alla loro efficacia sul lavoro. Un lavoratore meno stressato, insomma, è un lavoratore che produce meglio.

Questo accordo dovrebbe ispirare aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro non solo in tutta la Germania, ma nelle aziende di tutta Europa e incoraggiare lavoratori e sindacati a organizzarsi per un accordo più equo in tutti i paesi dell’UE.

Lavorare meno per lavorare meglio

Nel 2016 in Svezia lo Stato aveva deciso di condurre un esperimento sui carichi di lavoro. Mettere in discussione il modello lavorativo delle otto ore giornaliere per vedere gli effetti sulla salute dei dipendenti e sulla loro produttività.

L’esperimento è stato condotto fra le infermiere di una casa di riposo di Göteborg. Che per sei mesi hanno ridotto i loro turni lavorativi senza subire diminuzioni dello stipendio.

I risultati di questa iniziativa sono stati molto convincenti: non soltanto le infermiere durante l’esperimento si dichiaravano più soddisfatte dell’utilizzo del loro tempo e più felici. Ma sul lavoro si dimostravano anche più motivate a fare bene, energiche, e disponibili verso le pazienti.

E tu cosa ne pensi? Ridurre il carico di lavoro può essere un incentivo per aiutare la produttività? Sono provvedimenti che dovremmo prendere in considerazione anche in Italia?

Immagini: Copertina