Una delle mostre dell'anno è a Napoli: ripercorre tre secoli d'arte ispirati a Pompei

Una delle mostre dell'anno è a Napoli: ripercorre tre secoli d'arte ispirati a Pompei

È appena stata inaugurata al museo MADRE di Napoli un’esposizione speciale e molto interessante, già definita “la mostra più importante dell’anno“. Nata da una collaborazione inedita fra il Parco Archeologico di Pompei e il Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina, la mostra—curata dai direttori delle due istituzioni, Massimo Osanna e Andrea Villani—parla essenzialmente della continua “attualità” e suggestività, per gli artisti, del mito di Pompei.

E lo fa attraverso l’accostamento di tre secoli di arte, dal Settecento a oggi, e straordinari reperti archeologici provenienti direttamente dal sito di Pompei. L’arte dei manufatti di epoca romana ne esce rinvigorita, mentre l’arte moderna e soprattutto la contemporanea rivelano affinità talvolta insospettabili con i reperti pompeiani.

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All’intelligente interscambio ha lavorato, per più di due anni, un’équipe numerosa di studiosi campani dal Parco Archeologico pompeiano, dal Madre, dalla Reggia-Museo di Capodimonte, dal Museo Archeologico Nazionale Napoletano. Hanno collaborato inoltre la Biblioteca Nazionale e dell’Institut Français de Naples, la Casa di Goethe, l’Istituto Archeologico Germanico di Roma, la Fondation Le Corbusier, l’École Nationale Supérieure de Beaux Arts di Parigi e altre importanti collezioni.

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All’origine del progetto c’è la convinzione che i musei non debbano restare fermi nel tempo e nello spazio, ma farsi il più possibile testimoni di un percorso storico. Ad esempio, il calco di un pompeiano ucciso dalla tremenda eruzione del 79 d.C. si trova nella stessa sala che ospita una scultura di Mimmo Paladino molto simile al calco.

C’è poi l’intenzione di restituire l’idea dell’immensa portata del mito di Pompei, in grado di avvicinare profili altrimenti incompatibili, da Johann Joachim Winckelmann a Mimmo Jodice, da Alexandre Dumas a Le Corbusier, da Nan Goldin ai Pink Floyd.

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Com’è fatta la mostra

La mostra è divisa in due sezioni. Distribuita fra ingresso e primo piano c’è Pompei@Madre. Materia Archeologica: Le Collezioni. Sarà aperta per quasi un anno, fino al 24 settembre 2018. È la sezione in cui alle collezioni del MADRE (opere di Daniel Buren, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Sol LeWitt, Jeff Koons, Richard Serra, Rebecca Horn) sono accostati manufatti provenienti da Pompei. Oltre a vasi, affreschi e mosaici, ci sono molti oggetti d’uso quotidiano, ciotole, portaprofumi.

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Il secondo percorso, Pompei@Madre. Materia Archeologica (aperta fino al 30 aprile 2018) è al terzo piano del museo. Come si legge nella presentazione, si tratta di una passeggiata circolare fra opere, manufatti, documenti e strumenti connessi alla storia delle varie campagne di scavo a Pompei—materiali che documentano la vita quotidiana della città antica e il ruolo che in essa rivestivano le arti e le scienze —messi a confronto con opere e documenti moderni e contemporanei”, concessi da vari istituti italiani e stranieri.

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Sono novanta gli artisti e intellettuali moderni e contemporanei coinvolti nella seconda sezione. Le opere vanno dal Settecento a oggi. Ci sono Friedrich Overbeck, Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Luigi Ghirri, Le Corbusier, Fausto Melotti, Betty Woodman, Nan Goldin. Molti i documenti sull’attività di studiosi e letterati come Winckelmann,  Goethe, Madame de Staël, Ranuccio Bianchi Bandinelli.

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L’esposizione nel suo complesso si presenta, secondo quanto affermano i curatori, come una sorta di viaggio nel tempo e nello spazio.  “La mostra Pompei@Madre. Materia Archeologica”, sostiene Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico, “si colloca esattamente sulla traccia di una filosofia di contaminazione tra antico e contemporaneo, ma allo stesso tempo vuole essere contributo alla comprensione di un mondo passato, e della sua storia, per la nostra generazione e il nostro tempo. Il patrimonio culturale non deve essere destinato solo agli specialisti, ma a tutti i possibili visitatori ed è dovere di chi opera a sostegno e per la sua promozione, sperimentare e trovare i modi più opportuni ed efficaci per avvicinare il mondo antico a quello contemporaneo.“

Per info, costi e orari visita il sito ufficiale della mostra.

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