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La "prigione sottomarina" in Russia che detiene più di cento balene

In volo, lungo la costa dell’estremo oriente russo, vicino la città di Nakhodka, nel mese di novembre, un drone ha registrato le immagini incredibili di una “prigione sottomarina”. La notizia è stata diffusa da CBS  News. Alcuni esemplari si troverebbero in queste gabbie da luglio, come ha ricostruito la corrispondente Debora Patta.

Decine di balene sono detenute in spazi ristretti. Gli esperti hanno stabilito che si tratta di più di cento esemplari. Una decina di orche e 90 beluga. Non si esclude la presenza di cuccioli. La cui cattura, in questo caso, è vietata categoricamente anche per ragioni scientifiche o educative.

Una “tortura” l’ha definita Greenpeace Russia. Il gruppo di difesa della fauna selvatica, “Whale and Dolphin Conservation”, ha affermato di non aver mai visto così tanti esemplari tenuti in queste condizioni. Anche il giornale Novaya Gazeta ha confermato che si tratta del più alto numero di creature marine tenuto in recinti temporanei.

Naomi Rose, dell’Animal Welfare Institute, ha calcolato dalle immagini che le recinzioni misurerebbero “tra i 9 e i 12 metri su un lato e [sarebbero] profonde solo 3-6 metri. Se staranno lì per tutto l’inverno, sull’acqua potrebbe formarsi del ghiaccio e dovrebbero romperlo per respirare.”

Le misure sono state prese da lontano perché quando l’attivista Nina Zyryanova ha provato ad avvicinarsi al sito per fotografarlo, il personale addetto alla sicurezza ha afferrato la sua macchina fotografica, e ha tolto la scheda di memoria.

La vendita nei parchi a tema in Cina

La preoccupazione degli ambientalisti è che queste creature possano essere vendute ai parchi acquatici, specialmente in Cina, dove si registra un’esplosione del settore. Come riportato dal Telegraph: 60 strutture già operative e una decina in costruzione.

Catturare balene è illegale se non per scopi scientifici e didattici. Dal 1982 vige un divieto mondiale di caccia commerciale. Ma il divieto non è abbastanza efficace. Un’orca per un parco acquatico può essere venduta anche a 6 milioni di dollari. Spesso per aggirare il divieto, le imprese affermano di averle “noleggiate”.

Il dipartimento di Rosprirodnadzor in questo caso speciale ha chiamato un’équipe scelta di esperti che ha valutato come a norma la detenzione di questi esemplari. Il tribunale della città di Južno-Sachalinsk, come scritto da Fulvio Cerutti su La Stampa, ha dichiarato però illegale la valutazione e il dipartimento avrà 30 giorni per fare ricorso.

Tra le immagini catturate sul posto si vede un esemplare di balena sollevato da una gru per essere probabilmente spedita altrove.

Secondo un’indagine condotta da Novaya Gazetta le quattro società proprietarie delle gabbie in questione hanno esportato in Cina, tra il 2013 e il 2016, già 13 balene.

A rischio estinzione c’è un’intera specie

All’inizio di quest’anno, le autorità russe hanno chiesto al ministero dell’interno di avviare un’indagine sulla cattura e la vendita illegale di balene. Una piaga che sta colpendo in particolare la regione della Kamchatka dove questa specie è in pericolo.

Sotto l’occhio del ciclone ora ci sono anche le aziende che legalmente detengono gli animali per scopi scientifici. La quota di cattura di grandi animali marini, come ha detto il coordinatore di ricerca di Greenpeace, è di 13 animali all’anno. “Ma nessuno tiene conto del fatto che tra quelle catturate viene uccisa almeno un’orca”. Un ritmo non più sostenibile. 

Il pericolo non riguarda soltanto i cetacei detenuti in queste gabbie a Nakhodka, ma l’intera specie. “Catturando a questo ritmo, rischiamo di perdere presto l’intera popolazione di orche”. Ha continuato Naomi Rose:

Soffrono intense reazioni legate allo stress e il loro rischio di mortalità aumenta sensibilmente subito dopo la cattura e poi ancora dopo il trasporto. Non si abituano a questo processo. I branchi decimati possono subire lo stesso stress e gli stessi traumi: i loro piccoli sono stati portati via.

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