Questo progetto astronomico ti dà la possibilità di inviare un messaggio nello spazio

Questo progetto astronomico ti dà la possibilità di inviare un messaggio nello spazio

Nonostante molti non credano agli extraterrestri, una parte della scienza ha sempre indagato sulla loro esistenza. Nella costante ricerca di nuove forme di vita e pianeti in cui in un futuro potremmo trasferirci, gli scienziati continuano a inviare segnali della nostra presenza nello spazio e uomini ad esplorarne i mille angoli ancora sconosciuti.

Se non sei uno scienziato e nemmeno un astronauta, grazie a un progetto dell’Università di Edimburgo in collaborazione con il Centro britannico di Tecnologia astronomica, oggi puoi contribuire anche tu alla ricerca e inviare il tuo messaggio, lasciando per sempre una traccia nello spazio.

Il progetto A simple Response to an Elemental Message si basa sulla trasmissione nello spazio di messaggi sotto forma di onde radio. Una volta trasformati in onde radio, i messaggi raccolti sul sito dell’iniziativa, saranno appunto inviati in direzione della Stella Polare.

Per raggiungere la Stella Polare il tuo messaggio impiegherà circa 434 anni e proprio per questo il contenuto dovrebbe essere molto importante. Nella sezione “about” del sito si sottolinea infatti come questo progetto sia “poeticamente inteso” come la rispostaalla luce della stella Polare con un’altra forma d’onda (radio),” in quanto utilizza l’essenza del significato dei tuoi messaggi.

Quando questi quattro secoli di attesa della consegna del messaggio saranno trascorsi, l’era geologica in cui viviamo oggi potrebbe aver già modificato profondamente il nostro pianeta. Questa è stata chiamata dagli scienziati Antropocene e definisce lo spazio temporale in cui l’uomo con i suoi interventi sta modificando gli equilibri climatici e strutturali del nostro pianeta.

Ecco perché il contenuto del tuo messaggio è così importante. Ma non preoccuparti: hai ancora altri 150 giorni per pensarci bene e chissà che non lo ascolti una forma di vita al momento sconosciuta.

Immagine via Flickr