A che punto siamo con la missione che ci porterà su Marte?

A che punto siamo con la missione che ci porterà su Marte?

C’è chi ha il sogno di diventare bravo come Jimi Hendrix, chi quello di essere Picasso, chi liberare le acque degli oceani dai rifiuti di plastica e chi trasformare l’intera umanità in una “specie multiplanetaria”.

La bellezza dei sogni sta in questo, che possono superare i limiti della fantasia, almeno fino a quando non cominciamo a lavorare per realizzarli. Ma per Elon Musk non ci sono ostacoli insormontabili. Da qualche anno porta avanti la sua idea di colonizzare Marte, il pianeta rosso che piano piano sta entrando nel nostro immaginario come prossima destinazione.

Ma la missione dell’imprenditore e CEO di Space X a che punto è?  Qualche giorno fa, ha pubblicato un articolo in cui ha spiegato nel dettaglio la scaletta da seguire che ci porterà su Marte. La conquista finale della sua missione è proprio quella di creare una colonia marziana: “Non abbiamo molte scelte, o rimaniamo sulla Terra fino a quando la vita sarà insostenibile e saremo costretti a estinguerci, oppure cominciamo a pensare a una società diversa su altri pianeti”. Ecco i punti cruciali di questa scaletta.

I costi 

Come primo obiettivo di Elon c’è quello di ridurre drasticamente i costi di spedizione. Usando i mezzi tradizionali, cercando di risparmiare al massimo, spenderemmo non meno di 10 miliardi di dollari per ogni singola persona portata su Marte. In questo momento Elon sta cercando di abbassare il costo, provando a scendere sotto i 100mila dollari. Aumentando la produzione delle astronavi e degli altri componenti, Musk crede che i costi si ridurranno. Per attutirli Space X dovrà riutilizzare più volte i vari componenti dell’astronave, provandola a impiegare in almeno 12 viaggi, portando il maggior numero di tonnellate di materiale alla volta.

Il veicolo

Il veicolo che ci porterà su Marte non ha precedenti tecnologici: sarà il più grande mai realizzato nella storia. La navicella sarà realizzata in fibra di carbonio, alta 122 metri (quanto un edificio di 40 piani) con un diametro di 12 e sarà spinta da motori alimentati a metano. Potrà ospitare dai 100 ai 200 passeggeri, e avrà una sezione dedicata al trasporto delle merci oltre a grandi serbatoi per il propellente.

Il lancio

Per permettere che un centinaio circa di passeggeri, con le loro provviste e tutta l’attrezzatura, percorrano i 57,6 milioni di chilometri che ci separano da Marte i motori devono essere potentissimi e super efficienti. Una volta eseguito il lancio, il rocket booster (il razzo che fornisce parte della spinta alla navicella) deve rientrare automaticamente sulla rampa da dove è partito (in venti minuti circa) e a quel punto gli viene agganciato sopra una grande cisterna che deve tornare a rifornire l’astronave. Questo processo sarà compiuto dalle tre alle cinque volte per portarla in orbita. Una volta arrivati su Marte si sta cercando una soluzione per ricreare il carburante necessario a riportare la navicella sulla Terra.

La colonia

Il viaggio verso Marte durerà circa 26 mesi. In questo arco di tempo verranno spedite altre navicelle con l’obiettivo di metterne in orbita più di 1000, così da creare un flusso continuo. L’obiettivo finale è creare una colonia di un milione circa di persone: la sua soglia di autosufficienza. Per raggiungere questo straordinario numero c’è bisogno di circa 10mila voli e saranno effettuati in un tempo che va dai 40 ai 100 anni.

Il primo prototipo

La prima navicella secondo Elon sarà pronta entro 4 anni, e a quel punto sarà possibile cominciare a fare test decisivi. Se tutto questo ai più sembra ancora uno scherzo, è bene ricordare che negli anni Sessanta, l’allora presidente John Fitzgerald Kennedy annunciò che avrebbe portato, entro la fine del decennio, l’uomo sulla Luna. Per molti quel piano sembrava folle: sappiamo tutti come è andata a finire.

Immagine via Flickr