Questa mappa mostra quali sono i paesi più empatici del mondo

Questa mappa mostra quali sono i paesi più empatici del mondo

L’empatia, si legge consultando la Treccani, è “la capacità di porsi nella situazione di un’altra persona o, più esattamente, di comprendere immediatamente i processi psichici dell’altro”. Ed è proprio questo che William Chopik dell’università del Michigan ha chiesto ai partecipanti del suo studio per sviluppare una mappa unica nel suo genere.

Attraverso un lavoro svolto maggiormente online, con un sondaggio, Chopik e colleghi hanno intervistato più 100mila persone in tutto il mondo, ponendo loro alcune domande per capire il loro grado di empatia. Per lo studio sono stati presi in esame 63 paesi e il campione aveva un’età compresa tra i 18 e i 90 anni.

Quello che ne è uscito fuori è questa interessantissima mappa che con una gradazione che va dal bianco al rosso mostra quali sono i Paesi più empatici del mondo. Nelle prime cinque posizioni si trovano Ecuador, Arabia Saudita, Perù, Danimarca ed Emirati Arabi Uniti.

Si resta piacevolmente sorpresi nel vedere nella top 5 due paesi del Medio Oriente, considerando la lunga storia di guerre che attanaglia questa zona del mondo. Secondo Chopik questa anomalia dello studio sarebbe dovuta alla generalità dei quesiti che non sono mai scesi nel particolare chiedendo ai partecipanti il loro grado di empatia verso determinati Paesi.

I Paesi marcati in rosso nella mappa tendono ad avere, analizzando lo studio in maniera più approfondita, altrettanto elevati gradi di gradevolezza, coscienziosità ed emotività. Le donne, in generale, sono risultate essere più empatiche degli uomini.

L’Italia, a guardare la mappa, si trova in ottima posizione, tra i più empatici d’Europa, più di Francia e Spagna.

empatia mappa

Tra i paesi meno empatici invece, in fondo alla classifica, si trova la Lituania, in compagnia di altri 7 Paesi dell’Europa dell’est. Risultato che può essere interpretato come quello che riguarda il Medio Oriente.

Gli ideatori della mappa ci tengono a precisare che lo studio non è assolutamente definitivo ma modificabile nel tempo. Chopik ha detto che si tratta di “un’istantanea sull’empatia in questo preciso momento della storia e non è escluso che in futuro le cose cambieranno”. Ma questo spetta soltanto a noi.

Immagini via Flickr e Facebook