Il regista Hayao Miyazaki ci ha ripensato: girerà ancora un altro film

Il regista Hayao Miyazaki ci ha ripensato: girerà ancora un altro film

Ci sono artisti che si ritirano dalle scene giovanissimi, band che si sciolgono dopo neanche il terzo album, pittori che non smettono di dipingere neanche a ottant’anni e infine ci sono registi che si ritirano dal pensionamento e tornano a dirigere per il troppo amore che hanno nei confronti del loro lavoro. È questo il caso del grande maestro giapponese Hayao Miyazaki.

Tre anni fa, nel settembre del 2013, a 73 anni, dopo aver diretto il bellissimo Si alza il vento, Miyazaki aveva dato una triste notizia: si ritirava dalle scene. In quell’occasione aveva spezzato il cuore ai suoi tantissimi fan con poche e crude parole: “Prima o poi tutto deve finire”

E così si era dedicato anima e corpo al suo progetto di un parco in Giappone per aiutare i bambini a ritrovare il contatto con la natura.

Qualche giorno fa però, durante uno special sul canale televisivo giapponese NHK, dedicato proprio al grande regista, intitolato “Owaranai Hito Miyazaki Hayao”, L’uomo che non ha ancora finito: Hayao Miyazaki; l’artista ha rivelato che la sua carriera cinematografica non è ancora terminata. Ha in progetto un doppio lavoro, un cortometraggio e un lungometraggio, incentrati su “un bruco di nome Boro”.

Il progetto non è nuovo, qualche anno fa Miyazaki aveva affermato di volersi cimentare con l’animazione in computer grafica, con un corto, “Boro, il bruco” per l’appunto, di soli 10 minuti, che avrebbe proiettato esclusivamente al Museo Ghibli. E invece non si è fermato qui, da questa idea del corto il regista ha pensato di farne anche un film lungo.

A NHK Miyazaki ha raccontato che la storia di “Boro, il bruco” gli ronza per la testa da 20 anni e prevede di finire il corto in meno di un anno e il lungometraggio in quattro o cinque.

Il regista si sarebbe già messo a lavorare alla storyboard ma quello che sappiamo sulla trama è molto poco: “Boro è un piccolo bruco peloso”, ha detto Hayao: “tanto piccolo da poter venir schiacciato tra due dita”. Ma ci basta questo per essere sicuri che saremo davanti a un altro poetico capolavoro del maestro giapponese.

Immagine via YouTube