Scent of Mystery, il film del 1960 che potevi odorare

Scent of Mystery, il film del 1960 che potevi odorare

Cosa penseresti di un film che oltre a comunicare attraverso le immagini e gli effetti visivi cerca di farlo anche mediante altri sensi, come ad esempio l’olfatto? Ti sembrerebbe un’idea troppo complessa?

In realtà questo tipo di soluzione artistica (chiamata Smell-O-Vision) è già stata tentata molto tempo fa, precisamente nel 1960, quando uscì il film Scent of Mystery, con Elizabeth Taylor. Fondamentalmente il film era un thriller come un altro, ma alcune scene erano pensate per essere visionate con l’ausilio di un dispositivo installato nelle varie sale di proiezione, chiamato “smell brain“, inventato da Hans Lube.

Lo “smell brain” durante alcune scene del film diffondeva delle fragranze in sala ed era pensato per sollecitare gli abbinamenti sensoriali negli spettatori.

La verità, però, è che l’esperimento fu un fiasco totale: in una recensione del New York Times alcuni giornalisti stroncarono l’intero progetto, sostenendo che “il profumo migliore che il pubblico ha potuto sentire è stato quello che si annusava durante l’intervallo: aria fresca.” Molti spettatori infatti, infastiditi dalle fragranze troppo intense, dovettero abbandonare la sala.

Recentemente Antonio Gardoni, titolare dell’etichetta Bogue, ha ideato Maai, una fragranza ispirata ad Elizabeth Taylor pensata proprio per il film. E ha proposto di restaurare Scent of Mystery realizzando una versione che ottimizzi al meglio la Smell-O-Vision. Per farlo ha lanciato una campagna crowdfunding, ma purtroppo non ha raggiunto i fondi necessari per realizzarla.

Immagini: Copertina