È stato ritrovato lo scheletro intero di un animale estinto nel ‘700

È stato ritrovato lo scheletro intero di un animale estinto nel ‘700

Tra gli animali estinti del passato non ci sono soltanto i dinosauri. Nel corso delle ere sono apparsi e scomparsi centinaia di specie. In parte a causa di fenomeni naturali, in parte a causa dell’uomo.

Il quagga (metà zebra e metà cavallo), il lupo della Tasmania, la tigre persiana, il dodo: il gruppo è vasto. Tra questi c’è anche la ritina di Steller. Nota anche come “mucca di mare”. Un parente del dugongo, estinto nel 1768.

Sulle coste di una spiaggia siberiana, all’interno della riserva naturale di Komandorsky, ultimamente, è stato trovato uno scheletro completo di questo straordinario animale. Una rarità. Misura ben 5 metri di lunghezza.

Questi splendidi animali potevano arrivare anche a otto metri e pesare 10 tonnellate. Dopo le balene erano i più grandi mammiferi della storia recente.

La tragica fine di questo animale è molto utile per capire il nostro passato e i pericoli del presente. La sua estinzione, per mano dell’uomo, è avvenuta soli 27 anni dopo la sua scoperta.

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Nel 1741, una spedizione guidata da Bering, in seguito a una tempesta, approda su una piccola isola dell’arcipelago del Commodoro. Tra gli animali che vivevano in quella zona inesplorata di mondo (che si chiamerà il mare di Bering) ci sono questi esemplari giganteschi di sirenii. Tra gli uomini della compagnia c’è il naturalista Steller che studia e prende appunti su questi animali. Le sue annotazioni sono fondamentali.

Oltre alla loro grandezza, Steller annota anche straordinari comportamenti socialiDurante il pascolo, gli adulti formavano un cerchio intorno ai più piccoli, per tenerli in mezzo al branco. Addirittura, racconta Steller, quando un esemplare veniva catturato, gli altri cercavano in tutti i modi di salvarlo. 

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“Con enorme meraviglia ci accorgemmo che un maschio tornò per due giorni successivi vicino alla propria compagna che giaceva morta sulla spiaggia”, ricorda drammaticamente Steller: “quasi volesse accertarsi del suo stato di salute”.

Le carni e il pannicolo contribuivano alla guarigione da scorbuto. Steller affermava che il loro grasso era qualitativamente superiore a quello bovino. E appunta in maniera fredda e scientifica il modo in cui venivano catturati e uccisi. 

Quando i naufraghi tornano a casa, si sparge la ricchezza delle isole del Commodoro. I cacciatori di pellicce partono allora per il selvaggio bracconaggio. Sull’isola delle mucche di mare si fermano per mangiare la loro carne, uccidendone a migliaia. Forse 2mila, in pochi anni. L’ultimo esemplare viene ucciso, vicino l’isola di Bering, nel 1768.

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Nei secoli successivi tutti gli avvistamenti che vennero fatti di questi animali si rivelarono inesatti. Spesso gli osservatori confondevano l’animale con il narvalo.

Oggi per non dimenticare una delle pagine più brutte della zoologia, gli addetti della riserva di Komandorsky vogliono mostrare l’esemplare appena scoperto a tutti i loro visitatori. Per sensibilizzare sulla distruzione umana dell’ambiente, che, come questa storia ci insegna, non ha età.

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