È stata scoperta la vera identità di Banksy?

È stata scoperta la vera identità di Banksy?

È uno dei più famosi e acclamati esponenti della street art mondiale. I suoi stencil ricoprono i muri di tutto il mondo, dai territori della Cisgiordania fino agli Stati Uniti, da Londra all’Italia; ma non solo, nella sua biografia ci sono anche imprese eccezionali, come essere entrato di soppiatto in alcuni musei e aver appeso le sue opere accanto ad altre già presenti. Stiamo parlando, se ancora non l’hai capito, di Banksy.

Quello che ha reso leggendario il personaggio di Banksy è stato, oltre alla qualità delle sue opere, anche il completo anonimato con il quale realizza i suoi graffiti.

Dalla fine degli anni ottanta (il periodo in cui ha iniziato la sua carriera), fino a oggi, Banksy è riuscito a nascondere la propria identità; scelta apprezzata da molti, tra i quali Brad Pitt che ha detto: “Fa tutto questo e resta anonimo. Penso che sia fantastico. Nei nostri giorni tutti tentano di essere famosi, ma lui no.”

Tra i fan dell’artista, però, ci sono anche i ricercatori della Queen Mary University di Londra che hanno invece voluto vederci chiaro e indagato sulla faccenda. Il loro studio, dal titolo emblematico “Tagging Banksy”, è stato pubblicato sul Journal of Spatial Science.

I ricercatori hanno usato una mappatura statistica di geolocalizzazione simile a quella che la polizia usa per monitorare i criminali, il cosiddetto “geographic profiling“. Basandosi, è bene precisarlo, su dati pubblici, quindi in piena legalità.

Per la loro ricerca sono partiti da una vecchia testimonianza del Daily Mail, nel 2008, in cui si avanzava l’ipotesi che dietro la maschera di Banksy si nascondesse un certo Robin Gunningham, nato a Bristol nel 1973.

Partendo da questa ipotesi i ricercatori dell’Università hanno rilevato una considerevole affinità tra i luoghi abitualmente frequentati da Gunningham e quelli dove si trovano le opere di Banksy.

Sono state ispezionate 140 opere realizzate tra Bristol e Londra, suddividendo la macro area in sei più piccole. In queste zone sono stati individuati: un pub, quattro case e un campo da gioco dove la presenza di Gunnigham è stata più volte documentata.

In realtà non esiste una conferma al 100%, visto che ad esempio, non è stato mai colto sul fatto. La cosa strana però che potrebbe far pensare che l’ipotesi dei ricercatori sia giusta è che gli avvocati di Banksy si siano impegnati a ritardare la pubblicazione dell’articolo.

Immagine via Flickr