Stonehenge era una Mecca su megaliti?

Stonehenge era una Mecca su megaliti?

Stonehenge è il sito neolitico vicino ad Amesbury in Inghilterra divenuto famoso per essere composto da un insieme circolare di grosse pietre, conosciute come megaliti (da cui il nome stone “pietra” e henge “sospesa”). Alcuni sostengono che rappresenti un antico osservatorio astronomico, sebbene molte delle teorie al riguardo non siano state del tutto dimostrate. Intanto, dal 1986 il sito è stato aggiunto alla lista dei patrimoni dell’umanità secondo l’UNESCO e oltre ad essere un’ambita meta turistica, è anche un importante luogo di pellegrinaggio per molti seguaci del Celtismo, della Wicca e di altre religioni neopagane.

Negli ultimi tempi una nuova affascinante teoria sta cavalcando e infittendo l’alone misterioso che già avvolge questo monumento. Secondo Julian Spalding, un critico d’arte inglese e direttore di alcuni dei più importanti musei del Regno Unito, queste pietre potrebbero essere le fondamenta di un’enorme piattaforma dove i fedeli andavano a praticare cerimonie religiose: una sorta di Mecca sui megaliti, insomma.

stonehenge ricostruzione

Spalding crede che, in passato, una piattaforma rotonda di legno fosse posta sopra le pietre che formano il monumento come lo conosciamo noi e che venisse raggiunta tramite una scala. Questa pedana era costituita da un cerchio esterno, dove stazionavano i pellegrini, e uno interno per i preti e per i reali. Secondo la sua teoria, la piattaforma era necessaria perché, altrimenti, “sarebbe stato inimmaginabilmente offensivo verso gli esseri immortali, li avrebbe portati giù dal paradiso per mordere la polvere e calpestare il letame”, mentre questa sospensione li avrebbe mantenuti lontani dal terreno.
Le teorie di Spalding possono sembrare un po’ sfacciate, visto che non possono essere supportate da evidenze fisiche, ma lui si difende dicendo che “nulla nell’evidenza archeologica contraddice la mia teoria”.
Scetticismo anche da parte di molti altri archeologi e studiosi, come il Dr. Timothy Darvill, professore di archeologia alla Bournemouth University in Inghilterra e uno degli ultimi ad aver effettuato scavi nella zona di Stonehenge che ha spiegato: “Non c’è nessuna evidenza che le pietre abbiano supportato una piattaforma in legno o un tetto di qualsiasi tipo. E secondo, cosa avrebbero fatto esattamente le persone lì sopra? La struttura della pietra che vediamo oggi sembra essere fatta apposta per l’osservazione del cielo in estate e in inverno per equinozio e solstizio e per creare spazi per le cerimonie e i rituali”.