Riqualificare Scampia attraverso la street art

Riqualificare Scampia attraverso la street art

Le nuove forme d’arte—come ad esempio la street art o l’arte digitale—hanno un pregio aggiuntivo rispetto alle forme pregresse d’espressione: la possibilità di rendere più intelligibili gli spazi urbani meno considerati. Gli street artist spesso lavorano nelle periferie, e la loro arte ha il merito di abbellire questi luoghi. Come avvenuto ad esempio a Scampia.

Nello spazio espositivo della Torre Costantina di Ischia, infatti, è stata recentemente inaugurata una mostra molto particolare: il progetto di riqualificazione urbana Street art for Scampia Regeneration. Un percorso in cui rivive lo stretto contatto fra la street art e la riqualificazione urbana che si è creato in uno dei luoghi più trascurati della periferia napoletana.

Il progetto è partito diverso tempo fa e rimarrà in esposizione fino al 31 agosto. Il curatore, Roberto Danilo Tisci, ha coinvolto diversi artisti provenienti dai luoghi più disparati, come ad esempio Scampia hand madeGlam, TDR, Zeir1, Trone, Fuso, Erot, Zago e Chenor.

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Questi artisti sono intervenuti sul tessuto urbano di Scampia con murales, graffiti e materiali adesivi. Lavorando su alcuni dei luoghi più anonimi e marginali del quartiere: hanno poi ricavato delle sintesi delle loro opere da esporre nella suggestiva vetrina del nuovo spazio museale ischitano.

Questa esposizione, insomma, ha una doppia faccia: visitando lo spazio di Torre Costantina si possono visionare alcuni scampoli e materiali di recupero che gli street artist hanno utilizzato—studiando al contempo la progettualità che sta alla base del progetto—ma ogni opera in realtà spinge il visitatore a recarsi presso le opere urbane, per constatare di persona come condizionano l’ambiente circostante.

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Secondo Roberto Danilo Tisci, infatti, quando si affronta una mostra di street art il rischio è sempre quello di incorrere in una musealizzazione eccessiva: queste opere sono pensate per mischiarsi con l’ambiente urbano che hanno attorno, ed è di vitale importanza capire come questo si riflette su un quartiere o una periferia. Specialmente quando si tratta di zone particolari, come Scampia.

La dimensione sociale di questo progetto è netta: gli artisti non hanno lavorato in solitudine, ma al loro fianco sono stati coinvolti anche molti ragazzi dei quartieri di Scampia che hanno collaborato alla realizzazione dei murales e dei graffiti. Street art for Scampia Regeneration, insomma, è stato un progetto “al contrario” rispetto al resto delle mostre di street art: l’obiettivo non era quello di rivelare agli spettatori le opere nascoste nel quartiere, ma quello di creare una specie di “laboratorio urbano” che mostrasse come la street art può contribuire al recupero di certe realtà.

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