Kalachi: svelato il mistero della città del sonno

Kalachi: svelato il mistero della città del sonno

Qualche mese fa avevamo parlato dello strano caso di Kalachi: la città del Kazakistan in cui gli abitanti avevano iniziato a soffrire di una strana forma di encefalopatia che provocava narcolessia profonda, oltre a problemi di memoria, di deambulazione ed episodi di allucinazioni.

La storia di Kalachi era stata raccontata per la prima volta dal documentario Sleepy Hollow, Kazakhstan, che aveva mostrato la realtà di questo piccolo centro abitato da sole 810 persone.L’epidemia si è verificata più volte, e negli ultimi due anni ha colpito 140 cittadini fra i 14 e i 70 anni. Le persone colpite si addormentavano di colpo, magari mentre stavano camminando per strada, e potevano rimanere incoscienti anche per sei giorni. Il governo kazako, fino ad ora, non era stato in grado di fornire una causa precisa per questo disturbo endemico che aveva reso famosa Kalachi come “la città del sonno“.

Erano stati presi in esame molti disturbi in grado di poter spiegare i sintomi: tripanosomiasi, sindrome di Kleine-Levin, encefalite letargica; ed erano stati condotti ampi studi batteriologici.

Il fenomeno era così diffuso che anche gli animali ne avevano mostrato i sintomi: il gatto di una residente aveva cominciato a dormire ininterrottamente e a miagolare contro le pareti e i mobili.

Per mesi, oltre alle cause cliniche, i ricercatori avevano preso in esame l’ipotesi che questo disturbo fosse dovuto alla vicinanza con una miniera di uranio di epoca sovietica, chiusa durante gli anni Novanta, ma l’analisi approfondita delle case non aveva mostrato significativi livelli di radiazioni.

Quindi le ricerche erano continuate, coinvolgendo esperti dei disturbi del sonno che erano arrivati a supporre che la popolazione di Kalachi fosse stata segnata da una psicosi di massa simile al Prurito di Bin Laden, un’eruzione cutanea psicosomatica che aveva colpito molti bambini americani dopo l’attacco alle Torri Gemelle del 2001.

Recentemente però gli esami condotti a tappeto hanno mostrato la vera causa del disturbo che ha piegato Kalachi. Il vicepresidente del Kazakistan, Berdibek Saparbaev, ha infatti dichiarato che le ipotesi circa l’influenza della miniera di uranio erano fondate.

A quanto pare, il disturbo è dovuto all’eccessiva concentrazione di monossido di carbonio e idrocarburi nell’aria: “Dopo che le miniere di uranio sono state chiuse, si è verificata una concentrazione di monossido di carbonio”, ha detto Saparbaev. “L’ossigeno nell’aria ha cominciato a ridursi, di conseguenza, ed è stata questa la causa che ha portato a questo stato di sonno profondo.”

L’evacuazione di Kalachi e della vicina città di Krasnogorsk è iniziata, e le autorità hanno già provveduto a trasferire 68 delle 223 famiglie che abitano nella zona colpita.

Dopo due anni, insomma, il calvario di questa piccola città catapultata al centro di uno strano racconto del terrore è finito.

Immagine: Copertina