Tre naufraghi sono stati salvati dopo aver scritto sulla spiaggia

Tre naufraghi sono stati salvati dopo aver scritto sulla spiaggia "HELP"

A volte, si sa, la realtà supera la fantasia. Quello che siamo abituati a vedere nei film, a leggere nei libri, ci sembra verosimile ma non abbastanza da crederci davvero: ma poi arrivano notizie eccezionali che ci fanno ricredere.

È il caso delle isole deserte e dei naufraghi. Quante volte hai visto al cinema storie incentrate su questi uomini, letto romanzi di lunghi soggiorni su queste terre dimenticate. A seguire queste storie ci sentiamo chiamati in causa, pensando “e se succedesse a me?” Ma quando usciamo dalla sala o chiudiamo il libro quella storia ritorna al mondo del fantastico da dove è venuta.

Eppure ci sono stati alcuni casi del genere che fanno venire i brividi. Come la storia che ha raccontato José Alvarenga, caso ancora oggi avvolto nel mistero: il pescatore che la notte del 17 novembre di quattro anni fa viene colto in mare dalla tempesta e ritrovato 438 giorni dopo.

Di qualche settimana fa è invece la notizia del ritrovamento di tre uomini sulle coste di un’isola del Pacifico. Questa notizia ha assunto le tinte fantastiche di un film visto che i naufraghi per attirare l’attenzione degli elicotteri che sorvolavano la zona hanno scritto sulla spiaggia “HELP”.

La Guardia Costiera americana attirata dal segnale di aiuto è atterrata nei pressi dell’isola portandoli in salvo. Gli uomini, tre giorni prima del ritrovamento, avevano lasciato l’isola della Micronesia Pulap su un piccola barca prima che questa venisse capovolta dalle acque agitate del mare in tempesta.

L’oceano li ha trascinati vicino l’isola disabitata di Fanadik, a circa 4200 chilometri a sudest di Honolulu. Il tenente William White che ha guidato il salvataggio dei naufraghi ha detto di aver visto la scritta realizzata con foglie di palma e una nuvola di fumo alzarsi vicino dalla costa.  Stando a quanto ha riportato la Guardia Costiera i tre uomini erano tutti in buona salute, soltanto un po’ affamati.

Immagine via Facebook