L’Italia sta per testare il primo treno low cost a levitazione magnetica

L’Italia sta per testare il primo treno low cost a levitazione magnetica

In alcuni paesi del mondo, come Giappone e Cina, esistono già dei treni che si muovono grazie alla levitazione magnetica. Si tratta di mezzi che, grazie a un raffinato sistema di elettromagneti, non hanno bisogno di ruote e soprattutto di toccare le rotaie per muoversi.

Tali meccanismi permettono di poter viaggiare a velocità elevatissime: attualmente possono raggiungere addirittura i 600 km/h. Per fare un esempio pratico, il treno che a Shanghai collega quotidianamente la città con l’aeroporto percorre 33 km in appena 7 minuti e 20 secondi.

Nonostante i treni a levitazione magnetica—detti anche MagLev—siano un’ottima soluzione per risparmiare tempo, la loro diffusione è venuta meno a causa degli elevati costi di produzione, soprattutto derivanti dalla realizzazione delle infrastrutture. Qualcosa, però, sembra che stia definitivamente cambiando, grazie a un progetto italiano in dirittura d’arrivo.

A presentare il nuovo prototipo low cost entro dicembre 2017, saranno dei ricercatori dell’Ales Tech, un centro studi legato alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Sebbene il progetto si basi sempre sulla “rottamazione della ruota”, la differenza con gli altri sistemi precedenti consisterà nel fatto che i nuovi treni non avranno bisogno di corrente elettrica per muoversi. I nuovi IronLev, infatti, sfrutteranno semplicemente le proprietà fisiche della materia.

Come ha spiegato Luca Cesaretti, presidente di Ales Tech, tutto ciò sarà possibile sfruttando “il fenomeno della permeabilità magnetica” che, in parole semplici, consiste nella “tendenza di ogni materiale a generare autonomamente un campo magnetico”.

Al momento, il team di Ales sta mettendo a punto gli ultimi dettagli, effettuando alcune prove su modelli riprodotti in scala. Cesaretti ha spiegato che, se tutto andrà secondo i piani, potremmo vedere già i primi tram, treni o metropolitane “senza rotaie” dal 2020.

Immagine via Wikipedia