Turtle House: la casa di Tiziano Terzani a Bangkok sta per essere distrutta

Turtle House: la casa di Tiziano Terzani a Bangkok sta per essere distrutta

Una casa bella e fatata. Un’oasi di vecchio Siam in mezzo all’orrore del cemento. I grattacieli che ci crescevano attorno ci toglievano ogni giorno più sole, ma quando calava la sera la casa tornava ad avere quella calda, quieta magia tropicale.

Così Tiziano Terzani, nel libro Un indovino mi disse, descriveva la Turtle House. La casa in cui ha dimorato a Bangkok, in Thailandia, per quattro anni. Dal 1990 al 1994. Una dimora incredibilmente suggestiva: immersa nella natura e bellissima. Che ha preso il nome da una tartaruga che viveva nel laghetto vicino.

Un luogo che adesso sta per essere completamente distrutto, e sostituito da un complesso edile. Dopo essere stata affittata da Terzani, infatti, la casa prima è diventata un famoso ristorante della zona, e adesso la famiglia che storicamente possedeva la proprietà dal 1942, l’ha venduta a un imprenditore che intende costruire nuovi condomini in quell’area.

La Turtle House

Terzani ha passato gran parte della sua vita in Oriente. E all’inizio degli anni Novanta si era stabilito a Bangkok con la famiglia. Dove ha lavorato alacremente ai suoi libri, e si riposava di ritorno dai tanti reportage in giro per LaosVietnam, Birmania, Cina e altri Paesi del sud-est asiatico.

È stata probabilmente la casa in cui Terzani è stato più felice. E lo si capisce bene da come la descrive nelle pagine di Un indovino mi disse. Il libro in cui Terzani descrive un intero anno della sua vita—il 1993—in cui a causa di una profezia di un indovino cinese ha deciso di viaggiare solo via terra e via mare. Percorrendo in lungo e in largo il continente durante i suoi lavori per il giornale Der Spiegel.

Quell’anno non è soltanto la trasposizione di esperienze di viaggio. Ma un modello di riavvicinamento dell’uomo alla natura. Terzani durante quell’esperienza ha ripreso contatto con questo aspetto dell’esistenza, e non è un caso se ha scelto di vivere in una casa come la Turtle House, circondata dalla fauna tropicale.

Ogni mattina, quando si trovava a Bangkok, Terzani si svegliava molto presto la mattina. E dava da mangiare a tutti gli animali che vivevano attorno alla sua abitazione. Centinaia di uccelli, scoiattoli, pesci, e la famosa tartaruga centenaria che abita in quel laghetto.

La casa era sempre piena di amici che venivano a trovare lo scrittore in quel luogo magico e ne rimanevano abbagliati. È stato molto difficile per Terzani—quando con la moglie decise di trasferirsi in India—lasciare la Turtle House. Bangkok è così tanto legata alla figura dello scrittore, che pochi giorni fa è stata inaugurata una biblioteca intitolata a lui. Ma la Turtle House sta comunque per essere distrutta.

Una battaglia persa

Per lungo tempo, dopo aver saputo del progetto edilizio, la sezione di Bangkok della società Dante Alighieri aveva cercato di impedire che la Turtle House sparisse. Cercando di convincere l’amministrazione locale a convertirla in un centro culturale aperto al pubblico.

Ma ogni sforzo è stato vano. E l’imprenditore che aveva acquistato il terreno ha ottenuto infine il nulla osta per predisporre l’abbattimento dell’abitazione. Che deve essere sgomberata entro la fine della settimana. Già, perché nella Turtle House vive ancora Kamsing: il giardiniere tailandese che lavorava per la famiglia Terzani al tempo del loro soggiorno nel Paese, e che lo scrittore cita più volte nel suo libro.

La moglie e la figlia di Terzani hanno avuto modo di visitare l’abitazione un’ultima volta—in occasione dell’apertura della nuova biblioteca—e si sono dette molto dispiaciute.

Peccato, una grande occasione persa per l’Italia. Una possibilità sprecata per la cultura italiana nel mondo. Tiziano ne sarebbe profondamente addolorato. Forse si poteva fare qualcosa di più per salvarla.

Immagini: Copertina