Secondo queste ricerche gli aborigeni australiani sarebbero la più antica cultura del mondo

Secondo queste ricerche gli aborigeni australiani sarebbero la più antica cultura del mondo

Nel libro autobiografico E Venne Chiamata Due Cuori la scrittrice Marlo Morgan racconta della sua esperienza con gli aborigeni australiani: un popolo e una civiltà da cui trae profondi insegnamenti riguardanti il legame degli esseri umani con la natura e con le proprie origini.

Nel profondo outback australiano la Morgan si trova di fronte a una tribù aborigena che chiama “Vera Gente“: i loro rituali, il loro approccio all’esistenza, e il modo genuino con cui intessono i rapporti personali all’interno della comunità la segneranno profondamente.

Tanto che decise di dedicare l’ultima parte della sua vita a cercare di aiutare le popolazioni aborigene, integrandole nel tessuto sociale dell’Australia, tenendo lontani i loro giovani dalla strada, e creando una rete di attività commerciali autoctone in grado di garantirgli una sussistenza economica.

Quella aborigena è una civiltà antichissima, che ancora oggi rimane una delle più incontaminate e genuine. Molto interessante da studiare anche dal punto di vista artistico. La loro antica arte rupestre è di fondamentale importanza per capire come il genere umano si è avvicinato alla pittura.

Su semplici pennelli, venivano mescolati acqua, a volte anche saliva, con alcuni materiali semplici. Come il sangue e la resina. Per dipingere su pareti rocciose e la corteccia degli alberi. I luoghi scelti per questa pittura sacra possedevano un significato spirituale molto forte. Tanto che non mancano esempi di pitture su più strati, in luoghi come Uluru, uno dei più importanti e bei monoliti al mondo.

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Le speculazioni storiche riguardo alle civiltà più antiche hanno sempre affascinato i ricercatori, la maggior parte dei quali ha sempre sostenuto che tutti gli esseri umani moderni risalgono alle prime migrazioni africane avvenute circa 150.000 anni fa, secondo quella che viene chiamata Ipotesi africana.

Circa 50.000 anni fa alcuni di questi gruppi di esseri umani in cammino arrivò in quella che oggi è conosciuta come Australia, e nel tempo diede vita a quella che secondo alcuni recenti studi è la più antica civiltà di sempre. Quella aborigena appunto. Questa ipotesi è affermata da tre diverse ricerche, fra cui quella genetica del Max Planck Institute, condotta dall’antropologa molecolare Chiara Barbieri.

“Gli antenati dei popoli australiani e della Nuova Guinea si sono ‘separati’ dalle popolazioni migranti asiatiche circa 58.000 anni fa, poco dopo il distacco dai popoli di origine africana”, ha dichiarato la ricercatrice.

Un’altra ricerca genetica sull’argomento ha sequenziato il genoma di 25 uomini provenienti dalla Papua Nuova Guinea, e di 83 aborigeni australiani, e hanno dimostrato che l’ipotesi migratoria ha dei fondamenti solidi. Secondo lo studio, infatti, gli attuali aborigeni discendono direttamente dalla grande ondata migratoria avvenuta 50.000 anni fa.

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Ma come è stato possibile per gli uomini che migrarono dall’Africa approdare in Australia? Prima dell’ultima glaciazione Australia, Nuova Guinea e Tasmania erano un unico continente, denominato Sahul dagli storici, ed era raggiungibile tramite dei viaggi fra isole e isole dalla punta del continente Sunda—che era costituita dalle isole del Borneo, di Bali e da molte altre formazioni che creavano un ponte.

Un altro studio che confermerebbe questa ipotesi ha a che fare con le caratteristiche fisiche degli aborigeni australiani, che nel corso del tempo si sono adattati in modo molto peculiare alle condizioni ambientali estreme delle aree desertiche australiane. Un processo di adattamento talmente lungo, da testimoniare quanto la civiltà aborigena sia antica e radicata nel territorio.

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