Aipoly, l’app che legge il mondo per i non vedenti

Aipoly, l’app che legge il mondo per i non vedenti

L’intelligenza artificiale non riguarda più il futuro, ma il nostro presente. Gli importanti sviluppi tecnologici compiono passi da gigante e i loro obiettivi non sono più a lungo termine. La salute è sicuramente uno dei campi più importanti sul quale la tecnologia deve sviluppare la sua ricerca, provando a migliorare la vita di chi ne ha bisogno.

Aipoly è un’applicazione che aiuta i non vedenti nelle loro attività di tutti i giorni. È nata all’interno di un concorso della Singularity University, e si prefigge di risolvere il problema attraverso l’utilizzo di una tecnica con crescita esponenziale che si raddoppia ogni 12 mesi, portando un reale beneficio alle persone entro dieci anni.

Aipoly promette questo grazie a una ricerca basata sull’informatica e su regole matematiche e statistiche ben definite che non la rendono un’invenzione vaga, ma sviluppabile e migliorabile.

Uno degli ideatori del progetto è l’italiano Alberto Rizzoli che durante un’intervista ha detto: “Aipoly punta su un’intelligenza artificiale che è un po’ come il cane guida dei non vedenti o il pappagallo sulla spalla che continua a parlare dicendoci ciò che vede intorno a lui”.

Aipoly si usa direttamente dal proprio smartphone ed è in grado di ricreare a livello informatico una rete neurale che la rende capace di interpretare gli elementi inquadrati nella fotocamera. Si inquadra quello che si vuole e una voce spiega al possessore del cellulare cosa c’è davanti allo schermo. C’è anche una versione in italiano.

La tecnica di riconoscimento è già stata usata in applicazioni come Google Photo. Grazie a una partnership con Terabip, che realizza reti neurali digitali, il team di Aipoly è riuscito a comprimere il database di 5mila immagini in poco più di 130 MB con tempi di risposta di circa 7 secondi. Uno dei vantaggi di Aipoly è quello di non aver bisogno di una connessione internet per funzionare.

Ovviamente il sistema non è ancora perfetto, ma è soltanto l’uso continuo ad affinarlo. Un giorno sarà in grado di distinguere una rosa da un girasole senza limitarsi a  dire soltanto che si tratta di un fiore, ma la strada, guardando i risultati ottenuti rispetto al passato, oggi sembra essere molto più breve.

Immagine tratta da YouTube