La rara bellezza dell'arcobaleno notturno

La rara bellezza dell'arcobaleno notturno

Uno dei fenomeni atmosferici più rari da ammirare—quasi al pari dell’aurora boreale—è l’arcobaleno lunare: un effetto ottico prodotto dalla luce riflessa dalla Luna, la cui intensità è molto ridotta rispetto ai normali arcobaleni.

A differenza di quelli generati dalla luce diretta del Sole, l’arcobaleno lunare solitamente appare alla vista dell’uomo di un perlaceo colore bianco, perché la luce riflessa è troppo debole per attivare le cellule della retina—i “coni“, fotorecettori sensibili ai colori. Utilizzando degli obiettivi fotografici a lunga esposizione, però, lo spettro cromatico può essere visibile.

Il primo a documentare questo tipo di fenomeno è stato Aristotele, nel trattato Meteorologia, evidenziandone la peculiarità e la rarità con cui si manifesta. “Affinché ce ne sia uno deve esserci luna piena, e la luna deve o sorgere o calare. Per questo abbiamo visto solo in due circostanze un arcobaleno lunare in più di cinquanta anni”, scrisse il filosofo greco.

Un altro grande scrittore che ha evidenziato la bellezza di questi arcobaleni è stato Mark Twain, rimasto colpito dagli archi lunari che aveva potuto ammirare durante un soggiorno alle Hawaii.

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In queste isole, infatti, l’arcobaleno lunare è un fenomeno più frequente, a causa delle molteplici cascate: è proprio vicino a queste fonti d’acqua che è più facile ammirarlo. Questo è dovuto al gioco di schizzi che si crea nel punto in cui la cascata si riversa in uno specchio d’acqua, perché rende possibile la diffrazione della luce.

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A causa della bassa intensità della luce riflessa, però, l’arcobaleno è visibile soltanto nella fase ascendente o morente della luna piena, ovvero poco prima del tramonto o dell’alba.

Grazie alla loro particolare posizione, le zone in cui si verificano più avvistamenti di arcobaleni lunari sono quelle in prossimità delle cascate Yosemite, nel Parco Nazionale della California.

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