Tra 20 anni il 50% del lavoro potrebbe essere in mano ai robot

Tra 20 anni il 50% del lavoro potrebbe essere in mano ai robot

Il primo robot fu realizzato dalla Westinghouse Electric Corporation nel 1938. Da quel momento lo studio della robotica non si è più fermato e oggi ne esistono prototipi di tutti i tipi: alcuni riescono a leggere le emozioni, altri a mimetizzarsi con l’ambiente circostante, altri ancora addirittura a gestire interi alberghi.

In meno di un secolo, i robot hanno preso sempre più piede nelle nostre vite e in un futuro prossimo ne saranno certamente una parte imprescindibile. Ma se da un lato questa prospettiva sembra fantastica, dall’altro tutto questo progresso potrebbe ritorcersi contro di noi.

Questo almeno secondo la Bank of England. In un report, la Banca ha rilevato che se i prossimi robot saranno così sofisticati come si prospetta, queste macchine potrebbero soffiare il posto di lavoro a più di 15 milioni di inglesi e 80 milioni di americani, ovvero a circa il 50 percento della forza lavoro complessiva di questi paesi.

Inoltre, sempre secondo la Bank of England, tutto questo potrebbe avvenire tra pochissimo tempo: circa 10 o 20 anni. La complessità degli ultimi prototipi di robot mostra, infatti, come queste macchine saranno in grado di sostituirci non solo come già accade nella catena di montaggio di una fabbrica, ma anche nei lavori che richiedono un sacco di creatività.

Andy Haldane, direttore della Bank of England, ha sottolineato come questi robot siano diversi: “a differenza del passato hanno il potenziale per sostituire sia il cervello umano che le mani.” Anche se, in effetti, questo non vuol dire che la disoccupazione aumenterà improvvisamente, dato che gli esseri umani “continueranno ad avere un vantaggio a livello intellettivo” sui robot.

Infatti, nonostante un recente studio dell’Università di Oxford riveli come autisti, receptionist e cassieri potrebbero essere già a breve sostituiti dai robot, altre figure come l’avvocato, il giornalista e chi lavora nel settore del marketing sarebbero per il momento salve.

Haldene ha spiegato però che “più i robot diventeranno intelligenti, più l’esclusività di certi lavori per gli umani potrebbero ridursi ulteriormente.” In tutto questo, ovviamente, ci auguriamo che queste ipotesi siano almeno in parte sbagliate.

Immagine via Flickr