Questi biologi marini hanno registrato il suono degli abissi dell'oceano

Questi biologi marini hanno registrato il suono degli abissi dell'oceano

Challenger Deep è il punto più profondo della superficie terrestre. Si trova nei pressi delle isole Marianne e si può scendere fino a 11mila metri sotto il livello del mare. È un luogo completamente buio, una profondità dove non riesce ad arrivare neanche la luce del sole. Trovarsi lì sarebbe un’esperienza terrificante. Ma se non si riesce a vedere niente, cosa si può sentire? Oltre alla completa oscurità c’è anche un completo silenzio?

In queste acque sono state realizzate dagli anni sessanta fino al 2012 soltanto 4 discese. Qualche mese fa però è stata eseguita per la prima volta una discesa con un microfono.

A spedirlo negli abissi dell’oceano è stato il National Oceanic and Atmospheric Administration, dello Stato dell’Oregon, in collaborazione con la guardia costiera americana.

Il procedimento di immersione dell’idrofono è stato molto lento, visto che un minimo sbandamento avrebbe rischiato di romperlo. La velocità di immersione è stata di 5 metri al secondo. Il microfono ha registrato per 23 giorni.

I suoni raccolti però ci presentano un oceano a dir poco rumoroso. Si possono sentire il rumore del motore di una nave in superficie, le migrazioni di pesci nella zona mesopelagica (che si trova molto più su della zona in cui è stato posizionato il microfono) e la scossa di un terremoto a più di 300 chilometri di distanza. In quest’ultima registrazione si può sentire prima della scossa, scatenatasi nell’isola di Guam il 16 luglio, un richiamo delle balene che avevano percepito il pericolo con alcuni secondi di anticipo.

Il prossimo obiettivo annunciato dalla NOAA è quello di immergere di nuovo il microfono alle stesse profondità ma insieme a una videocamera per registrare anche le immagini di quello che avviene nel cuore dell’oceano.

Immagine via Flickr