La natura è violenta e volerla cambiare sarebbe

La natura è violenta e volerla cambiare sarebbe "sbagliato"

Nell’ultimo anno si è parlato molto di come gli esseri umani stiano lentamente cambiando il loro rapporto con la natura: basti pensare ad esempio ai casi eclatanti che hanno suscitato la morte dell’orsa Daniza e del leone Cecil. Fino a poco tempo fa la morte di due animali come l’orso e il leone non avrebbe scatenato tutto questo clamore, perché ritenuti animali violenti e pericolosi.

Da tempo, però, probabilmente a causa dello sviluppo estremo della nostra società in ambito tecnologico, il rapporto dell’uomo con la natura è mutato: adesso la natura ci sembra qualcosa che possiamo modificare e le cui dinamiche, specie quelle più violente, speriamo di poter cambiare.

Non c’è niente di male nell’etica ambientale, anzi il rispetto dell’ambiente è molto importante, ma spesso alla base di molte considerazioni sulla natura c’è la presunzione dell’uomo di poter intervenire in meccanismi e processi naturali che non lo riguardano.

Prendiamo ad esempio la preservazione delle specie in via di estinzione: per milioni e milioni di anni la selezione naturale è stata il filtro che ha portato al mondo e alla natura come li conosciamo. Durante la storia terrestre moltissime specie viventi si sono estinte, quindi è da considerarsi naturale e sano il tentativo dell’uomo di opporsi alla scomparsa delle specie a rischio, se questa stessa selezione fa parte integrante della natura?

La verità è che ultimamente l’uomo sembra non voler accettare la violenza che fa parte integrante della natura: c’è stato un cambio emotivo epocale nel modo in cui l’uomo valuta e si approccia all’aspetto violento dell’ambiente in cui vive. Basti pensare agli animali da preda: gli stessi animali che un tempo erano temuti dagli esseri umani, adesso vengono quasi considerati come “domestici” e provocano quasi un senso di tenerezza.

Se prestassimo attenzione a quello che avviene normalmente negli ecosistemi del nostro pianeta, a quello che avviene in modo naturale e totalmente inalterato dall’uomo, vedremmo che la natura è violenta e spesso brutale: gli altri esseri viventi questo lo accettano come parte integrante dei processi naturali e si adattano totalmente a questa realtà.

Recentemente in un articolo su Vox il giornalista Jacy Reese ha affrontato la questione, spiegando come la volontà dell’uomo di intervenire in tutti i processi naturali è presuntuosa e probabilmente “sbagliata“.

“La convinzione che gli esseri umani abbiano una completa comprensione delle dinamiche ecologiche e siano capaci di riordinare le caratteristiche naturali essenziali ha storicamente prodotto dei disastri ambientali.”

E questo ridimensiona completamente il significato che ultimamente si è dato all’espressione “rispetto per la natura“: forse dovremmo interrogarci se il vero rispetto per l’ambiente comporti il lasciare inalterate le normali leggi che regolano il nostro pianeta anche quando ci sembrano brutali e violente.

Immagini: Copertina