Cinque campi di ricerca che potrebbero cambiare la nostra vita nel prossimo secolo

Cinque campi di ricerca che potrebbero cambiare la nostra vita nel prossimo secolo

La ricerca scientifica è il motore che permette all’umanità di progredire in ogni singolo campo: dalla riduzione dell’inquinamento, alla produzione di energia, fino allo sviluppo urbano e medico. I campi di ricerca sono moltissimi, e tutti con grandi potenziali.

Ma ne esistono alcuni che potrebbero veramente cambiare il nostro modo di vedere e vivere il mondo nel prossimo secolo: ricerche economiche, scientifiche e tecnologiche che tentano di risolvere i problemi più gravi del nostro tempo. Eccone alcune.

Carne ecologica

Al di là delle scelte alimentari, l’impatto che gli allevamenti intensivi di bovini hanno sull’inquinamento è un problema che la ricerca scientifica deve affrontare. La risposta potrebbe essere la carne ecologica. L’eco-burger è una tipologia particolare di carne, che viene prodotta in laboratorio: prelevando le cellule staminali degli animali e “coltivandole” con sostanze nutritive fino a che non si creano dei tessuti abbastanza grandi da poter essere mangiati.

Un processo in vitro che non prevede quindi la macellazione. Studi recenti sostengono che la carne coltivata in laboratorio avrebbe un impatto ambientale estremamente più ridotto. Uno studio del 2011 ha calcolato che un chilogrammo di carne prodotta grazie alle cellule utilizzate ridurrebbe di oltre 200 volte l’estensione degli allevamenti intensivi nel mondo, e di circa 30 volte il consumo di acqua, rispetto a un chilogrammo di carne prodotta in allevamento.

Auto Tesla

I dati globali più recenti—quelli che risalgono al 2013—riguardanti le morti dovute agli incidenti stradali sono impressionanti: in un solo anno, circa un milione e 200 persone hanno perso la vita. E 200 milioni sono rimaste ferite. Secondo le statistiche causali, nove casi su 10 di questi incidenti sono dovuti all’errore umano durante la guida.

In questo senso, gli studi scientifici che mirano ad automatizzare i mezzi di trasporto privati potrebbero avere un impatto incalcolabile sulla sicurezza e l’incolumità di milioni di persone nel mondo. E stando a Elon Musk, ideatore di Tesla, il primo veicolo completamente automatizzato sarà sviluppato entro il 2019. Un’innovazione che, secondo gli studi, potrebbe prevenire il 90% degli incidenti.

Liquidità online

Questo campo di sviluppo non riguarda direttamente il mondo occidentale, ma potrebbe cambiare totalmente il volto dell’economia mondiale. Nel mondo ci sono due miliardi di adulti che non hanno la possibilità di aprire un conto bancario. A causa di problemi logistici, perché non hanno le competenze per poterlo fare—soprattutto le donne di certe aree del pianeta—oppure perché non hanno un reddito abbastanza solido da poter aprire un conto.

Questo comporta un blocco economico molto pensante, perché queste persone non sono in grado di risparmiare denaro e quindi ampliare la propria disponibilità, e non hanno di conseguenza nessun modo di accedere al credito per migliorare la loro condizione. Se la tecnologia riuscisse a trasportare tutta la liquidità online, allora anche questi potenziali piccoli risparmiatori avrebbero modo di crescere, e di accumulare denaro sufficiente a fare piccoli investimenti e versare in condizioni economiche migliori.

Energia pulita dal mare

Un’altra grande branca di interesse scientifico riguarda la produzione di energia: il surriscaldamento globale ha raggiunto livelli allarmanti, e dobbiamo necessariamente trovare nuove strade per sopperire al fabbisogno energetico. E la soluzione potrebbe essere la fusione marina. Un sistema—chiamato fusione fredda— che sfrutta i cambi di temperatura dell’acqua per produrre energia.

I combustibili per la fusione marina sono facili da trovare: il deuterio è abbondante nell’acqua di mare e il trizio può essere prodotto dal litio, un procedimento piuttosto sicuro. In una reazione di fusione, questi combustibili producono circa quattro volte più energia per grammo della fissione di uranio, e 11,3 milioni di volte l’energia prodotta dal carbone. Un singolo grammo produce abbastanza calore per far bollire l’acqua in una piscina.

Il problema è che esistono molti impedimenti tecnici alla fusione marina—fra cui appunto il surriscaldamento delle acque a causa dell’inquinamento, che rende più difficile creare cambi di temperatura— e la ricerca è ancora lontana dal giungere a una soluzione che permetterebbe di sfruttare seriamente questo tipo di energia.

Ricerca di risorse nello spazio

L’estrazione di metalli e altre risorse dagli asteroidi può sembrare una soluzione energetica da film hollywoodiano. Ma diverse compagnie di ricerca scientifica la stanno prendendo in esame. Come la Planetary Resources, una società fondata nel 2012 i cui consulenti includono il regista James Cameron e il co-fondatore di Google Larry Page.

Molti asteroidi nel nostro sistema solare sono fonti ricche di minerali preziosi come platino e oro, e secondo alcune ipotesi anche acqua. I progressi d’ingegneria aerospaziale che servono per poter prendere in ipotesi questa soluzione sono ancora lontani: dovremo innanzitutto inviare flotte di piccole sonde di prospezione, e poi trovare un modo per individuare i giacimenti ricchi.

Uno studio del 2012 sostiene che per riuscire a creare i presupposti per ricavare risorse da un singolo asteroide che graviti vicino alla Terra, servirebbero circa 2,6 miliardi di dollari. Ma il costo proibitivo verrebbe ripagato da una fonte pulita di minerali e metalli con un valore molto superiore.

Immagini: Copertina