I casuari sono gli animali viventi più simili ai dinosauri

I casuari sono gli animali viventi più simili ai dinosauri

A vederlo così sembra un animale innocuo, simile a un emu. Ma se si presta più attenzione si rimane colpiti dall’elmetto che sovrasta la sua testa glabra. Si chiama casuario, comunemente noto in Australia come “peanut” ed è un volatile molto particolare.

Le zone abitate da questi uccelli sono principalmente l’Australia e la Nuova Guinea. Questi uccelli possono raggiungere un’altezza di 170 cm e pesare più di 60 kg. Il loro nome deriva da un termine in lingua papuasica che significa “testa cornuta”.

Il colore del suo piumaggio è simile a quello di uno struzzo, ha il corpo nero e la parte superiore blu e rossa. Ma cosa rende unico questo volatile? La particolarità di questo animale è che si tratta, a tutti gli effetti, della creatura vivente più simile a un dinosauro. A confermarlo sono scienziati e biologi. Questi uccelli sono talmente simili ai dinosauri che alcuni ricercatori hanno studiato i loro versi, bassi e molto potenti, per stabilire come i dinosauri comunicassero tra di loro.

Il casuario fa parte della famiglia dei ratiti, come, tra gli altri, struzzi, emu e i kiwi ai quali assomiglia. Questa famiglia di uccelli ha iniziato a diffondersi sul nostro pianeta 65 milioni di anni fa, nel periodo del Cretaceo, era geologica in cui i dinosauri hanno iniziato ad estinguersi. Proprio grazie all’assenza di predatori naturali e grazie alle nuove opportunità ecologiche, i casuari hanno iniziato a prosperare indisturbati fino ad arrivare ai giorni nostri.

Il casuario è anche noto purtroppo per la sua pericolosità, trattandosi di un animale selvatico il suo comportamento è decisamente imprevedibile. Le gambe estremamente potenti e due artigli affilati lunghi quasi 8 cm lo rendono molto temibile. Non sono rari, infatti, gli attacchi di questi animali contro esseri umani, se ne contano in queste zone più di 150. Difficile sfuggirgli, visto che riesce a raggiungere anche i 50 chilometri orari. Un animale, insomma, che nel bene e nel male, riporta in vita, ai giorni nostri, la natura estrema e selvaggia di milioni di anni fa.

Immagine via Flickr