Che odore ha l'universo?

Che odore ha l'universo?

Che l’universo sia un luogo oscuro e misterioso lo sappiamo bene. Abbiamo già visto, nei precedenti articoli, che ciò che conosciamo noi è soltanto una piccola fetta di cielo, e il resto lascia grande spazio a numerose fascinazioni.

Ultimamente abbiamo imparato a conoscere meglio il cosmo grazie soprattutto a due notizie che hanno stimolato la nostra fantasia. La prima riguarda la prossima spedizione su Marte (se ne parla sempre di più e non è un mistero che la NASA stia lavorando per rendere questo progetto realizzabile il prima possibile); la seconda notizia riguarda l’esistenza di un nono pianeta del sistema solare, che per ora ancora non riusciamo a vedere.

Oggi però vogliamo parlare di universo da un punto di vista completamente diverso, attraverso un senso che non siamo abituati ad associare allo spazio: l’olfatto. Che odore ha lo spazio?

Sembra una domanda assurda, ma aspetta di sentire la risposta. In seguito alle numerose spedizioni spaziali alcuni astronauti si sono fatti un’idea di quale odore abbia, anche se non hanno messo il naso fuori dallo scafandro per annusarlo direttamente, visto che il vuoto e la temperatura bassissima non avrebbero permesso di raccontarlo.

Alcuni astronauti in missione sull’ISS, tra cui Scott Kelly, una leggenda delle missioni spaziali, hanno riferito però che al termine delle loro passeggiate spaziali sentivano uno strano odore di carne alla griglia, una specie di puzza di bruciato. A dare questo odore originalissimo sarebbero gli idrocarburi policiclici aromatici, molecole specifiche che durante gli spostamenti nello spazio rimangono attaccate alle tute.

Gli idrocarburi policiclici aromatici vengono rilasciati dalle stelle morenti e vagano nello spazio per finire a volte sulle comete, altre volte sui meteoriti oppure si disperdono nelle polveri interstellari. Sono le stesse sostanze responsabili, qui sulla Terra, dell’odore della carne alla griglia.

È proprio il caso di dire che questa nuova scoperta mette altra carne al fuoco per altre infinite suggestioni spaziali.

Immagine via Flickr