Questa strana malattia crea falsi ricordi nella mente

Questa strana malattia crea falsi ricordi nella mente

Nonostante negli ultimi anni siano stati condotti diversi studi e sviluppate diverse tecniche per incrementare o mantenere allenata la memoria, nella vita di tutti i giorni può ancora capitare di sperimentare delle amnesie momentanee o non ricordare ciò che si voleva dire un attimo prima.

Ovviamente, non si tratta di nulla di grave, ma se queste amnesie persistono, dopo un forte trauma del cervello a livello frontale, potrebbero diventare un problema. Per compensare questi vuoti, infatti, il cervello potrebbe iniziare a creare e registrare dei falsi ricordi su avvenimenti in realtà mai accaduti.

In questo caso, clinicamente parlando, si parlerebbe di confabulazione. Si tratta di una sintomatologia clinica che a livello pratico rende i pazienti che ne soffrono dei “menzogneri sinceri”, in quanto potrebbero raccontare spesso dei fatti mai accaduti, pur essendo del tutto in buona fede.

Per spiegare meglio di cosa si tratta, la BBC ha raccontato la storia di un ragazzo inglese che, per questioni di privacy, ha chiamato Matthew. Matthew ha iniziato a soffrire di confabulazione dopo aver subito un intervento chirurgico al cervello che se da un lato gli ha salvato la vita, dall’altro lo ha lasciato con gravi deficit di memoria. La consapevolezza del disturbo è arrivata quando il suo neuropsichiatra gli ha risposto a una e-mail, spiegandogli che l’interruzione della riabilitazione era avvenuta per suo stesso volere e non viceversa. “All’inizio ero spaventato,” ha spiegato il ragazzo, “perché noti che esiste una sostanziale differenza tra ciò che si percepisce e quello che poi cervello ricrea”.

In realtà, però, anche una mente che non ha subito traumi può produrre falsi ricordi: basta che gli vengano impiantati. Nell’articolo, infatti, viene riportato uno studio condotto da degli psicologi neozelandesi e canadesi, i quali avevano manipolato delle foto d’infanzia dei soggetti presi in esame, inserendo una mongolfiera con photoshop. Ne è risultato che il 50 % dei partecipanti allo studio ha inventato di sana pianta una storia sull’evento, credendo innocentemente che si fosse realmente verificato.

Al momento, Matthew sta molto meglio, è tornato a lavoro (è un ingegnere informatico) tiene un diario aggiornato per allenare la sua memoria e, soprattutto, è diventato volontario a Headway East London, un ente benefico che sostiene le persone con lesioni cerebrali.

Immagine via Flick