Cosa dicono i lineamenti del viso della nostra personalità

Cosa dicono i lineamenti del viso della nostra personalità

Nei tratti del nostro volto è scolpito il ritratto della nostra anima”, così diceva Thomas Browne, il grande filosofo inglese del seicento. La fisiognomica, la disciplina pseudoscientifica che pretende di dedurre la nostra personalità soltanto guardando i lineamenti del viso, ha avuto nella storia una certa fortuna.

Aristotele, nel IV secolo a.C., faceva riferimento a questa pratica, così anche nel Rinascimento, si scopre oggi attraverso le carte di Leonardo che il genio toscano ne era un grande appassionato.

Anche se oggi sappiamo che non ci sono collegamenti attendibili tra il nostro volto e la nostra personalità non possiamo negare l’importanza sociale che ha il nostro viso. Una particolare faccia, con determinate caratteristiche fisiche, ci dà un’immagine della persona (e della personalità) che abbiamo davanti. Pur non essendoci nulla di scientifico il nostro volto comunica qualcosa sul nostro conto.

Chi possiede occhi grandi e un viso rotondo (tratti che ricordano quelli di un bambino) sono percepiti come più innocenti e sinceri. Una persona con il viso così giovane viene ritenuto gentile e a modo, ma meno competente.

7473447550_86a758588f_k

Una pelle più scura, il naso largo e le sopracciglia folte e vicine, abbinate a uno sguardo intenso e a labbra carnose, sono invece simbolo di competenza. Questi tratti “mascolini” sono in grado anche di influenzare il prossimo e di esercitare maggiormente il proprio ascendente sugli altri.

Al contrario, ci sono anche facce che ci fanno stare bene, ci mettono di buon umore: sono quelle con le sopracciglia curve, lo sguardo vispo e le labbra che accennano sempre, anche quando chiuse, a un sorriso.

3333544633_2770b2e718_b

La fiducia invece viene suggerita e associata a tratti femminili come: le sopracciglia e il naso sottili e gli occhi grandi. Questi lineamenti danno un’immagine più forte di onestà.

Facilmente intuibile invece che le facce arrabbiate abbiano un’espressione mascolina, lineamenti marcati percepiti come, a volte, pericolosi.

26145661774_9baba10216_k

Tra le espressioni più interessanti c’è sicuramente quella che gli psicologi d’oltreoceano chiamano “not face”. Quella faccia che tradotta sarebbe “da non credo proprio”. È universale, ed è un viso che assomiglia a un “segno di punteggiatura muscolare”: non c’è bisogno di aggiungere parole è una faccia che parla da sé.

notaface

Immagine via Flickr