Il drone sottomarino che salva le barriere coralline

Il drone sottomarino che salva le barriere coralline

A causa dell’inquinamento, dell’innalzamento del livello dei mari e della pesca illegale, le barriere coralline rischiano di scomparire. Fortunatamente i ricercatori di tutto il mondo stanno studiando diverse soluzioni al problema, e da un team tutto italiano è stato creato un drone che potrebbe rivelarsi molto utile per questa causa.

ArcheoRov, questo il nome del drone, è stato creato in un laboratorio di Rovereto, in Trentino Alto Adige, ed è un robot capace di andare in profondità e fornire importanti informazioni sul biosistema marino.

Il progetto rappresenta un passo avanti per la ricerca sottomarina e per la robotica: l’aspetto più significativo di ArcheoRov è la sua estrema leggerezza. Pesa infatti soltanto sei chili, mentre le altre macchine del genere difficilmente pesano meno di 80.

Le sue ridotte dimensioni gli consentono una mobilità e una versatilità maggiori: i ricercatori possono trasportarlo facilmente e utilizzarlo in zone sottomarine dove gli altri droni non arriverebbero.

Il drone può raggiungere una profondità di 100 metri e attraverso dei sistemi digitali fornire immagini dettagliate dei fondali o delle barriere coralline.

“Il drone svolge un lavoro importante per la pulizia dei fondali. Depositi di rifiuti, smaltimento illegale, sversamenti, possono essere facilmente individuati grazie ad ArcheoRov,” ha spiegato Emanuele Rocco, uno dei costruttori.

L’ingegno italiano, insomma, contribuisce alla ricerca e alla tutela del patrimonio naturale mondiale, grazie all’avanzamento tecnologico. Su cui si dovrebbe puntare sempre di più.

Immagini: Copertina