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I "falsi miti" sugli animali che abbiamo imparato dalle favole

C’era una volta una cicala…” È stata questa, un po’ per tutti, l’introduzione alla zoologia. Da piccoli, quello che si sapeva della personalità degli animali, l’avevamo imparato dalle favole di Esopo: dalla “volpe e l’uva”, “la cicala e la formica”, ecc.

Le abbiamo fatte talmente nostre che anche da grandi abbiamo continuato a pensare che la volpe fosse furba, la cicala una nullafacente e l’oca un’oca.  Vediamo allora di sfatare qualche (falso) mito sugli animali più famosi delle favole, esopiche e non.

L’oca è stupida?

Fin dal medioevo si pensava che l’oca fosse goffa e non così intelligente, per usare un eufemismo. Agli inizi del Novecento, grazie soprattutto agli studi di Lorenz (premio Nobel per la medicina), si è scoperto che le oche selvatiche sono solidali e unite da un forte legame affettivo.

La volpe è furba?

Questa credenza risale agli antichi Greci che zoofisiognomicamente (spiegando cioè il carattere di un essere animale in base alle sue caratteristiche fisiche) rivedevano nel muso della volpe un sinonimo di furbizia e scaltrezza. In realtà la volpe non è che sia stupida, ma è paurosa e abitudinaria, e non possiede nessuna qualità speciale nella caccia.

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La cicala è una scansafatiche?

Questo è forse l’animale che ne esce peggio dalle favole di Esopo. Incauta, non fa nulla per tutta l’estate rimanendo a secco di cibo per l’inverno, quando ne avrebbe più bisogno. In realtà la cicala trascorre gran parte del suo tempo sepolta nel terreno in stato larvale. Lo fa per nutrirsi, per anni. Il canto è un richiamo per l’accoppiamento.

Il gufo porta sfortuna?

Gli animali, nella storia del paganesimo, sono stati visti spesso come incarnazioni di spiriti. Il cristianesimo per contrastare queste tradizioni miscredenti ha diviso le specie animali in “solari” e “lunari“. Ecco quindi che gli animali notturni, come anche i gatti selvatici e i gufi, sono stati collegati, nell’immaginario collettivo, al malaugurio.

L’elefante ha paura dei topi?

Questa credenza la si ricollega spesso ai cartoni animati. L’origine è oscura, forse si tratta semplicemente di un espediente comico: l’elefante, animale grande per antonomasia, terrorizzato dal topo, piccolo per antonomasia.

Il lupo è feroce?

Spesso durante gli attacchi al bestiame vengono confusi con i cani selvatici. I lupi infatti sono schivi, come le volpi, e cercano in tutti i modi di stare lontano dall’uomo.

L’aquila è coraggiosa?

Per millenni l’aquila è stata il simbolo di potenza. Anche Dante ha alimentato la sua leggenda. Secondo “il Poeta” l’aquila sarebbe l’unico animale in grado di fissare il sole, di “guardare Dio negli occhi”. Tutto molto poetico, peccato che il volo dell’aquila non abbia niente di straordinario (rispetto agli altri suoi simili) e il suo coraggio si mostri spesso negli attacchi a cuccioli indifesi e a marmotte.

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