Il film che ha ispirato il conto alla rovescia dei razzi spaziali

Il film che ha ispirato il conto alla rovescia dei razzi spaziali

È uno dei momenti più cinematografici delle missioni spaziali. Il conto alla rovescia prima del decollo di un razzo. “5, 4, 3, 2, 1, lift off! (Decollo!)”. Una pratica che dal primo lancio statunitense nel 1961, quello di Alan Bartlett Shepard, ebbe una straordinaria fortuna mediatica.

Il countdown riveste anche una valenza tecnica. Ogni minuto rappresenta l’avvio di una fase, pre partenza. Il riempimento dei serbatoi, l’attivazione dei computer di bordo, ecc. Si comincia a contare per monitorare il corretto adempimento di tutte le operazioni tecniche.

Ma da dove nasce l’idea di contare prima del decollo? A istituirla furono ingegneri, ma lo spunto venne dal cinema. Da un film del 1929 di Fritz Lang. A raccontare l’aneddoto è la redazione di I Need More Space, in questo video qui sotto.

Una donna sulla luna di Fritz Lang

Frau im Mond, tradotto da noi come “Una donna sulla luna”, è un melodramma del cinema muto, girato dal maestro Lang, basato sul romanzo di sua moglie, la sceneggiatrice e scrittrice Thea von Harbou.

Un film—c’è da dire—dalla trama ingenua e banale. Il protagonista, il professor Manfeldt, crede che sul satellite lunare ci siano miniere d’oro. E costruisce un razzo per andare a controllare. Quello che rende straordinario il film è la sua precisione documentaristica. Così commenta il film il saggista tedesco Siegfried Kracauer.

L’intreccio è pietoso per le sue deficienze emotive. L’impresa cosmica è descritta con sorprendente realismo.

Fritz Lang per la realizzazione del razzo chiese aiuto ad alcuni esperti, tra i quali Hermann Oberth. Uno dei pionieri della missilistica mondiale. Appassionato di missili fin da ragazzino, grazie alla fascinazione di Jules Verne, Hermann costruì il suo primo razzo in miniatura a soli 14 anni.

Il suo contributo garantisce al film un realismo incredibile. I due hanno letteralmente inventato il futuro. Immaginando come sarebbe stata la tecnologia missilistica che ci avrebbe portato sulla luna. Più di 30 anni dopo, con l’allunaggio del 1966. Missione resa possibile grazie anche al contributo, spesso dimenticato, di Margaret Hamilton.

Le previsioni azzeccate nel film di Lang

Nel film si vede chiaramente che il razzo viene costruito in un hangar ed è attaccato a una rampa di lancio. Allo stesso modo di uno shuttle Apollo. L’equipaggio, all’interno del razzo e prima del lancio, è sdraiato sulla schiena per contrastare la forza di gravità del decollo. Proprio allora, per aumentare il pathos del lancio, il protagonista conta alla rovescia.

Il razzo si vede emergere da una piscina d’acqua. Molti anni dopo, getti fortissimi d’acqua verranno impiegati per smorzare le onde d’urto e proteggere la rampa durante il lancio. Poi si può vedere per la prima volta un razzo a due moduli. E infine, si vedono delle funi usate dall’equipaggio per muoversi all’interno dello shuttle a gravità zero.

Quello che accadde dopo la proiezione del film

Il film ebbe talmente successo che un gruppo di amanti dell’astronautica fondò, nel 1930, un gruppo: The Society for Space Travel. Pensato per ragionare, sviluppare e creare missili sempre più efficienti. Il gruppo attirò l’attenzione delle forze militari tedesche. Alle personalità più eminenti, tra cui Wernher von Braun (pupillo di Oberth), venne offerto un contratto per lavorare ai missili balistici.

Dal 1933 al 1945, il film venne bandito nella Germania nazista. Vennero distrutti anche i modelli che erano stati realizzati per la pellicola di Lang. Il governo tedesco credeva che i razzi costruiti per il film avessero troppe somiglianza con il top secret programma V2. Che forse alcuni dei nostri lettori avranno imparato a conoscere dal capolavoro di Thomas Pynchon: L’arcobaleno della gravità.

Alla fine della guerra, Von Braun si trasferisce in America e continua a sviluppare i suoi progetti missilistici. In fondo, si potrebbe dire, che anche grazie a Fritz Lang oggi possiamo pensare e progettare di partire alla volta di Marte.

Immagine di copertina di SpaceX