Questi fisici di Cambridge hanno simulato per la prima volta la quinta dimensione

Questi fisici di Cambridge hanno simulato per la prima volta la quinta dimensione

Quello che conosciamo della gravità e dell’Universo lo dobbiamo ad Albert Einstein. Prima della sua teoria della Relatività, la fisica conosceva tre dimensioni: la lunghezza, la larghezza e la profondità. Grazie ad Einstein è stata introdotta un’altra dimensione che a differenza delle altre tre non si può vedere, lo spazio-tempo. Questa quarta dimensione ci permette oggi di stabilire, tra le altre cose, l’età di una stella e la nostra posizione su un GPS.

Gli scienziati dell’Università di Cambridge insieme a quelli della Queen Mary di Londra hanno simulato nei loro laboratori qualcosa che potrebbe rivoluzionare le nostre conoscenze. Hanno sviluppato una dimensione ulteriore, la quinta. Per farlo si sono affidati a un super computer sul quale è stato ricostruito un buco nero.

Per spiegare in cosa consista la quinta dimensione bisogna fare uno sforzo di immaginazione notevole. Questo buco nero in cinque dimensioni ha una forma circolare sottile per poi addensarsi in alcuni punti fino rendere impercettibili le curvature. L’effetto è simile a quello delle gocce d’acque.

Ma perché questa scoperta potrebbe rivelarsi rivoluzionaria? Per capirlo bisogna partire dall'”orizzonte degli eventi“, la zona intorno a un buco nero da cui niente può sfuggire, neanche la luce. Quello che succede all’interno del buco nero possiamo soltanto intuirlo, la forza di gravità è così forte che oltre a renderlo un luogo senza ritorno non è osservabile dall’esterno. La densità e la curvatura di un corpo concorrono all’infinito e le leggi della fisica vengono infrante.

Con il buco nero in cinque dimensioni le singolarità non sono più circondate da un orizzonte degli eventi e si potrebbe vedere quello che accade al suo interno, cioè il collasso di un oggetto all’infinito. Quello che avverrebbe dopo non lo possiamo ancora sapere. Per ora si tratta di una simulazione al computer ma se si rivelasse vera, la teoria di Einstein perderebbe di validità e ci ritroveremmo da capo, senza una spiegazione delle forze che controllano l’Universo.

Immagine via Flickr