Gli IgNobel, i premi per le scoperte scientifiche più inutili

Gli IgNobel, i premi per le scoperte scientifiche più inutili

Come ogni anno gli scienziati, gli scrittori, gli economisti, le personalità più valide in ogni campo dell’arte e della scienza aspettano con ansia l’assegnazione di uno dei più prestigiosi riconoscimenti al proprio lavoro: i premi Nobel.

Oggi però non vogliamo parlarti di questi, ma dell’altra faccia della medaglia dei premi Nobel, gli IgNobel. Questo premio, come facilmente si può intuire dal gioco di parole, viene consegnato alle ricerche più strane, divertenti e assurde nel mondo della scienza. La prima edizione della cerimonia si è tenuta nel 1991, e da quell’anno gli studi premiati non hanno mai smesso di farci sorridere.

Tra i più assurdi di quest’anno spicca l’IgNobel per la medicina andato all’équipe tedesca del dottor Helmchen che ha pubblicato un articolo dove afferma di aver scoperto come alleviare il prurito. Cosa dice lo studio? Se ci prude la parte sinistra del corpo, bisogna guardarsi allo specchio e grattarsi il lato destro. Pare funzioni.

Mentre ci provi, ecco una lista di alcuni premi consegnati negli anni passati, straordinari per quanto sono ridicoli.

Chris Niswander, un ricercatore dell’Arizona, si è aggiudicato il premio IgNobel per l’informatica, nel 2000, per aver inventato il software PawSense. Niente di strano, peccato che questo software sia stato sviluppato per capire se un gatto, in tua assenza, abbia camminato sulla tastiera del pc, digitando al posto tuo.

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Nel 2005 Edward Cussler e Brian Gettelfinger (nota bene: sono ben due menti dietro questa ricerca) si sono chiesti se si nuotasse meglio nell’acqua o nello sciroppo. Una domanda essenziale che gli ha fatto vincere il premio IgNobel per la chimica. Ricerca talmente necessaria che abbiamo pensato bene di non dirti neanche la risposta.

Nel 1995 è stato assegnato un IgNobel per la psicologia davvero unico, tanto che ce ne siamo occupati anche noi qualche tempo fa. Alcuni studiosi universitari avevano pensato bene di insegnare ai piccioni a distinguere i quadri di Picasso da quelli di Monet. Per assurdo l’addestramento ha funzionato.

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Non mancano a questa parata dell’assurdo anche i ricercatori italiani, con uno studio del 2010 che ha dello “straordinario”. Alessandro Pluchino, Andrea Rapisarda e Cesare Garofalo, tutti e tre dell’università di Catania, hanno condotto uno studio che dimostra matematicamente come le aziende possano migliorare promuovendo le persone completamente “a caso”.

Se dovessimo scegliere un vincitore assoluto di questi premi IgNobel noi un’idea ce l’avremmo: Eigil Reimers e Sindre Eftestol, con uno studio sulla reazione delle renne davanti a un uomo travestito da orso polare. Nient’altro da aggiungere, standing ovation e premio strameritato.

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Immagini via Flickr