Ecco perché non possiamo più usare l'espressione

Ecco perché non possiamo più usare l'espressione "ignorante come una capra"

Il paragone lo si trova in qualsiasi dizionario della lingua italiana. Tra i vari usi del termine “capra” c’è anche il sinonimo di “ignorante”. Ma se puzzare o arrampicarsi come una capra sono similitudini con un certo grado di verità, quella dell’ignoranza è, quantomeno, da rivedere.

La capra hircus, la capra domestica, non è affatto ignorante come vuole il detto popolare. Questo animale è stato uno dei primi a essere addomestico. Intorno al 10.000 a.C. in Medio Oriente. Le prime tracce di domesticazione si sono rintracciate in Iran, tra gli abitanti dei Monti Zagros. L’addomesticamento era svolto per ottenere una fonte certa di carne, di latte e di pelli. Il rapporto con l’uomo si fermava lì. La capra era vista come una sorella della pecora, simile nel comportamento mite, e non si è mai voluto approfondirlo. Fino ai giorni nostri, quando hanno iniziato a fiorire studi su questo “oscuro” animale.

Le abilità nascoste di una capra

Qualche anno fa, uscì uno studio, condotto dalla Queen Mary University di Londra, che, attraverso alcuni test, aveva mostrato come le capre siano in grado di risolvere compiti complessi e di mantenere a mente questi insegnamenti per quasi un anno. I risultati dei test avevano colpito i suoi autori.

La velocità con cui le capre hanno completato l’attività , dieci mesi dopo, rispetto al tempo che hanno impiegato ad apprenderla rivela che questi animali posseggono una memoria a lungo termine eccellente.

Lo studio aveva poi mostrato come le capre preferiscano imparare da sole, piuttosto che imitando gli altri. I test di intelligenza che venivano loro sottoposti erano simili a quelli dati alle scimmie.

Le fondamentali ricerche di Cristian Nawroth sul mondo delle capre

In quel gruppo di ricerca internazionale c’era anche lo studioso Christian Nawroth, biologo tedesco che da anni lavora al Buttercups Sanctuary for Goats, un rifugio di capre, nel Kent in Inghilterra.

Per comprendere il comportamento delle capre, Christian conduce molti test. Tra questi ce ne sono alcuni sul modo in cui le capre devono ingegnarsi per raggiungere il cibo oltre alcuni ostacoli. Le capre di Christian si sono rivelate sorprendentemente intelligenti.

Ho scoperto—ha raccontato al Venerdì—che in questo genere di prove sono abili quanto i cani.

La cosa che più ha colpito Christian è stato il modo in cui affrontavano i problemi più difficili. In quei momenti le capre si mettono a fissare l’uomo perché le aiuti. Come succede con i cani, quando ad esempio il bastone da riporto è stato lanciato in un luogo difficile da raggiungere. 

La relazione delle capre con l’uomo

Lo sguardo delle capre però non si fissa su un uomo a caso, ma su quello che lo ricambia. E ancora meglio se questo ha un’espressione sorridente. Se non riescono a trovare “un aiuto” si arrangiano da sole.

Molti gesti dell’uomo, anche di una certa complessità, vengono recepiti correttamente dalle capre. Così ha raccontato Christian:

Gli indicavo con la mano uno dei due recipienti, che potevano o meno contenere cibo. Dopo alcune prove, la capra si dirigeva verso quello indicato se aveva capito che indicavo sempre quello pieno, o al contenitore opposto se invece indicavo sempre quello vuoto.

In pratica le capre non si limiterebbero a leggere i nostri gesti, ma anche a fare delle deduzioni, in base alla propria esperienza. Ogni capra poi ha una propria personalità, c’è chi è più socievole e chi meno.

È ancora lontano il giorno in cui le capre prenderanno il posto di cani e gatti nelle case. Per quanto addomesticabili, hanno bisogno di stare in gruppo e di un vasto giardino dove pascolare.

Di sicuro però il comportamento di questo animale riserva ancora molte sorprese. Per anni hanno avuto una “cattiva reputazione” per colpa della pigrizia dell’uomo che non ha mai voluto approfondire la conoscenza. Limitandosi al mero sfruttamento. Quello che sono in grado di fare le capre e che noi oggi scopriamo (come leggere le nostre espressioni facciali) lo hanno imparato da sole, senza il nostro aiuto. Questo rende ancora più “straordinario” questo animale ingiustamente insultato.

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