Jean Piaget: lo psicologo che ha spiegato come si evolve il pensiero umano

Jean Piaget: lo psicologo che ha spiegato come si evolve il pensiero umano

Lo sviluppo psichico, che comincia con la nascita e termina con l’età adulta, è paragonabile alla crescita organica: come quest’ultima, consiste essenzialmente in un cammino verso l’equilibrio.

Con questa frase Jean Piaget apriva l’opera Lo sviluppo mentale del bambino. Uno dei lavori dello psicologo svizzero che più hanno condizionato la psicologia moderna. I saggi e i libri di Piaget, infatti, hanno acceso una luce su come avviene l’apprendimento umano durante l’infanzia.

L’aspetto cognitivo è uno dei meno dibattuti nella psicologia “mainstream”. Là dove ci si concentra maggiormente sulle teorie psicoanalitiche. Ma è anche uno dei più interessanti, perché mira a spiegare come l’uomo pensa, conosce, e percepisce il mondo.

Jean Piaget

Nato a Neuchâtel il 9 agosto 1896, Piaget era, appunto, un cognitivista. I suoi studi furono tutti mirati a dimostrare che la genesi dei processi mentali nell’età evolutiva dell’essere umano ha un legame inscindibile con il modo in cui dovrebbe essere analizzata la vita razionale dell’uomo adulto. Un legame basato sulla “qualità” di processi e stadi che si susseguono nell’età evolutiva.

È uno dei padri del costruttivismo moderno. Fondatore delle teorie che fanno parte di quella che viene definita “epistemologia genetica“. Una prospettiva psicologica che mira a collegare la validità della conoscenza, al modello costruttivo attraverso cui avviene.

Un apprendimento costruttivista

Per Piaget, infatti—che si era avvicinato alla psicologia venendo da studi di epistemologia—il pensiero e il linguaggio nell’essere umano si sviluppano attraverso un continuo processo di crescita. Che consiste nell’assimilazione di nuovi dati empirici e input da parte del bambino, e un conseguente adattamento di queste informazioni a schemi comportamentali e cognitivi che già possiede.

Fra il pieno adattamento di queste nuove informazioni ai vecchi schemi, e la formazione di schemi di livello superiore, il bambino attraversa delle fasi di intermezzo. Dei plateau cognitivi. In cui la sua base di conoscenza di stabilizza, ed è pronta a essere ampliata ancora. Questo plateau, definito omeostasi, è quello a cui l’essere umano mira: un riequilibrio costante dell’apparenza esteriore del mondo, con le rappresentazioni mentali che ha introiettato.

In questo senso, quindi, si può dire che Piaget rifiuta a priori l’innatismo. Il pensiero dell’essere umano è totalmente formato—secondo le sue teorie—dalla sua esperienza diretta. Sono le informazioni che raccoglie, e il modo in cui le adatta ai propri schemi, che determinano il comportamento e la percezione di un uomo. Per Piaget le dinamiche innate di un essere umano si esauriscono nella base biologica del funzionamento del pensiero.

Epistemologia genetica e sviluppo stadiale

Il “divenire” del pensiero umano nell’età evolutiva, per Piaget, si verifica appunto attraverso degli stadi. Questi periodi sono fondamentalmente quattro. Anche se alcuni aggiungono pure un quinto stadio—non presente nelle teorie iniziali di Piaget—denominato “Fase del pensiero intuitivo“. Comunque sia ci limiteremo a dare una breve spiegazione dei quattro fondamentali.

1. Fase senso-motoria (dalla nascita ai due anni)

In questo periodo della vita, l’essere umano è legato al mondo soltanto attraverso le sue sensazioni. Utilizza i sensi e gli schemi motori innati per cominciare a elaborare i primi input che gli arrivano dall’ambiente in cui si trova. E sistematizzare una serie di schemi adattivi. Inizialmente, infatti, per Piaget il bambino non è in grado nemmeno di distinguere la differenza fra se stesso e il mondo esterno. E definisce l’inizio di questa fase egocentrismo radicale

Alla fine di questo periodo, il bambino ha appreso il concetto di oggetto, di simbolizzazione, e i primi schemi di comportamento (come i prodromi di quello linguistico).

2. Fase pre-operatoria (dai 2 ai 6-7 anni)

Questa è una delle fasi più delicate dello sviluppo dell’intelligenza. Lo stadio in cui la vita del bambino comincia a rapportarsi con i simboli. Il gioco—una parte fondamentale dell’esperienza umana nell’età evolutiva—ruota tutto attorno ai simboli. Il bambino, attraverso il progredire dei suoi giochi, mette in mostra e sperimenta le informazioni che ha assimilato dall’ambiente.

Esegue—utilizzando ad esempio dei pupazzi per impersonare soggetti reali che conosce—un primo controllo sul mondo. È anche la fase, però, dell’egocentrismo intellettualeIl bambino è pienamente cosciente del mondo esterno: ma tende a proiettare su di esso tutte le sue impressioni. Valuta, cioè il mondo, l’identità e i pensieri degli altri, solo in base ai suoi.

3. Fase operatoria concreta (dai 6-7 ai 12 anni)

In questa fase il controllo del mondo esterno del bambino si amplia grazie all’utilizzo della logica. I processi logici che avvengono in questi anni sono quasi miracolosi. Il bambino impara a dominare il linguaggio e i numeri fino a renderli legati da causa ed effetto, e a manipolarli per ottenere dei risultati.

Questo tipo di controllo, però, è possibile al bambino solo in presenza di situazioni concrete della sua esperienza diretta. Soprattutto nella prima fase di questo stadio, infatti, il bambino non ha grande padronanza dei processi mentali di astrazione.

4. Fase operatoria formale (dai 12 anni in poi)

In questa fase il pensiero dell’essere umano si è così raffinato—sia nella manipolazione logica, che in quella intuitiva—che il bambino risulta in grado di applicare gli schemi che conosce anche in situazioni astratte che prescindono totalmente dalla sua esperienza diretta.

È il culmine dell’intelligenza umana: riuscire ad applicare i meccanismi del pensiero anche a ciò che possiamo solo immaginare, per prefigurarci delle conclusioni e delle idee preliminari.

Il contributo di Piaget alla psicologia cognitiva è stato fondamentale. Molte sue teorie sono ormai superate, ma la sua teoria stadiale ha comunque gettato una luce su una realtà empirica su cui ruota gran parte del nostro sistema educativo.

Per approfondire le sue teorie, potresti cominciare da due dei suoi primi lavori: Psicologia dell’intelligenza e Lo sviluppo mentale del bambino e altri studi di psicologia.

Immagini: Copertina