L'arte di ricordare tutto, questo scrittore spiega come

L'arte di ricordare tutto, questo scrittore spiega come

Quante volte ti è capitato di dimenticare le chiavi della macchina dopo essere uscito di casa? Quante altre invece non ti veniva in mente il nome di un film o di un cantante che avevi ascoltato di recente alla radio?

Sono tantissimi i momenti in cui ci diciamo “che la nostra memoria fa cilecca”. Ma la storia di Joshua Foer sta qui a dimostrarci che non c’è niente di più falso. Joshua è un giornalista americano che qualche anno fa è stato inviato al campionato statunitense della memoria per scrivere un articolo. È bene precisare che aveva, e ha tuttora, una memoria nella media (anche lui si dimentica cosa ha mangiato a pranzo l’altro ieri).

Una volta arrivato alla competizione si è reso conto, parlando con i partecipanti, che nessuno lì aveva una memoria scientificamente più sviluppata, né un quoziente intellettivo più alto. Erano tutti quanti ragazzi normali con una mente normale come Joshua. Il fatto che fossero in grado di memorizzare interi mazzi di carte in meno di un minuto, una lista lunghissima di numeri o di parole, non era una questione di talento naturale ma di tecnica.

Joshua ha raccontato questa esperienza prima nel suo libro “L’arte di ricordare tutto” e poi in questa conferenza tenuta al TED. Joshua spiega come da quel giorno dell’articolo al campionato nazionale sia riuscito, l’anno successivo, a gareggiare alla stessa competizione e a vincerla. L’impresa di Joshua è stata grandiosa, ma non ha niente di miracoloso: basta sapere come memorizzare continua a ripetere.

La tecnica più usata da Joshua è quella dei “loci”. Nata 2500 anni fa in Grecia e usata anche dal mondo romano, in special modo da Cicerone, la tecnica dei loci si basa sulle immagini e il movimento. Per memorizzare ad esempio una lista della spesa bisogna pensare prima di tutto a una casa che si conosce bene, magari la propria. A quel punto ogni oggetto della lista da memorizzare deve essere “lasciatomentalmente in ogni stanza di questa casa. A farcelo ricordare però non sarà soltanto la posizione in cui lo lasciamo ma anche l’immagine che ci siamo fatti di lui.

Un esempio: vogliamo ricordarci di comprare una bottiglia di vino bianco? Chiudiamo gli occhi e immaginiamola (la bottiglia) seduta sulla poltrona del nostro salotto mentre guarda Sanremo. Sì fa ridere, ma più l’immagine è assurda e surreale più la nostra mente la ricorderà. Dopo aver sentito la lezione di Joshua prova anche tu: funziona.

Immagine tratta da TED