L’astronave per proteggere la Terra dagli asteroidi

L’astronave per proteggere la Terra dagli asteroidi

A causa dei film di fantascienza, pensiamo che molti miti sulla nostra galassia siano veri. Se, in generale, per gli appassionati di Star Wars, l’idea di schivare fasci di asteroidi sembra da sempre elettrizzante, in realtà questi si trovano a distanza di centinaia di chilometri l’uno dall’altro e uno slalom con una navicella si potrebbe vedere solo al cinema.

Da sempre, però, si parla dell’annosa questione di un possibile scontro tra la terra e un asteroide fuori rotta. Per ovviare a questa eventualità, le cui probabilità sono comunque infinitesimali, i ricercatori dell’University of California hanno sviluppato un nuovo progetto per metterci in sicurezza.

Questi scienziati starebbero progettando una navicella in grado non solo di orbitare attorno alla terra, ma di agire nel caso in cui asteroidi, comete e altri oggetti spaziali puntassero il nostro pianeta.

Individuato l’eventuale pericolo, il veicolo spaziale sarà in grado di sparare dei fasci di laser ad alta energia termica in grado di distruggere la roccia più dura. Il contatto tra il laser e la roccia creerebbe nell’immediato un’esplosione e innescherebbe a quel punto il processo di sublimazione, il passaggio dell’asteroide dallo stato solido a quello aeriforme.

La navicella in questione ha già un nome: DE-STAR (Directed Energy System for Targeting of Asteroids and exploRation). Gli scienziati stanno ancora discutendo su potenza e grandezza del mezzo, ma nel caso in cui si optasse per il veicolo più grande, questo sarebbe in grado di ridurre in polvere gli oggetti più vicini e di deviare giganteschi asteroidi da una distanza di oltre due milioni e mezzo di miglia.

Secondo il ricercatore Zhang Qicheng della University of California una versione DE-STARLITE sarebbe meno utile, perché “la vera sfida è quella di costruire un mezzo efficace,” cioè in grado di reagire nell’immediato nel caso in cui un oggetto non identificato si avvicinasse troppo.

Immagine via Flickr